I viticoltori della Toscana hanno organizzato una manifestazione a Firenze, riunendosi per chiedere con urgenza al Governo e alle istituzioni regionali l’adozione di misure concrete per proteggere i vigneti dai crescenti e devastanti danni causati dai cambiamenti climatici. La regione, cuore pulsante della produzione vinicola italiana, con eccellenze come il Chianti Classico e il Brunello di Montalcino, è stata colpita negli ultimi anni da fenomeni estremi che vanno dalla siccità prolungata alle gelate tardive e alle violente grandinate, con perdite che in alcune aree hanno superato il 30% della produzione.
La mobilitazione, promossa da associazioni di categoria come Coldiretti e Confagricoltura, ha posto l’accento sulla necessità di un fondo nazionale di solidarietà più robusto e flessibile, capace di risarcire in tempi rapidi le perdite non coperte dalle assicurazioni private. Inoltre, i viticoltori chiedono investimenti pubblici e semplificazioni burocratiche per l’installazione di sistemi di difesa attiva, come reti antigrandine, impianti antibrina e la creazione di invasi (bacini idrici) per la raccolta dell’acqua piovana, cruciali per l’irrigazione di soccorso durante i periodi di aridità.
Il settore, che contribuisce in modo significativo all’export e al Made in Italy, sottolinea come la lotta al cambiamento climatico sia ormai una questione di sopravvivenza economica oltre che ambientale. Il rally di Firenze si è concluso con la presentazione di un documento programmatico alle autorità regionali, che impegna la Regione Toscana a includere la mitigazione dei rischi climatici nelle future pianificazioni agricole e a sostenere la ricerca per lo sviluppo di vitigni più resilienti e di nuove pratiche agronomiche.





