Il Giubileo 2025 ha generato un notevole aumento dell’interesse per Roma, con un picco di ricerche e prenotazioni aeree e di soggiorno per la fine dell’anno, incluso il mese di novembre, storicamente considerato bassa stagione. Le previsioni iniziali parlavano di un massiccio aumento dei flussi, stimando un incremento fino al 36% nelle ricerche di voli e persino un +77-80% per il periodo tra novembre e gennaio 2026. Questi dati sono spinti dal grande richiamo spirituale dell’Anno Santo e dalle numerose celebrazioni in programma.
Tuttavia, l’impatto reale sul turismo “fuori stagione” in corso presenta un quadro più complesso e meno eclatante. Nonostante l’aumento delle ricerche, il turismo nel primo semestre del 2025 ha registrato un andamento inferiore alle aspettative, con un calo generale degli arrivi complessivi (domestici e stranieri) rispetto al 2024 in alcuni periodi cruciali. Gli albergatori di Roma e i gestori di affitti brevi hanno espresso preoccupazione, notando che l’afflusso di pellegrini tende a essere “low-cost”, con soggiorni brevi e una preferenza per strutture religiose o alloggi economici, evitando spesso gli hotel tradizionali e gli affitti brevi del centro.La grande sfida che Roma sta affrontando è quella dell’“effetto annuncio”: mentre i cantieri giubilari creano disagi, il timore del sovraffollamento spinge il turismo leisure di alta gamma a posticipare la visita. Di conseguenza, si sta verificando un paradosso dove l’aumento dell’offerta ricettiva si scontra con una domanda più “frugale”, portando a un calo del tasso di occupazione negli affitti brevi e a una riduzione della tariffa media. L’ottimismo degli operatori si sposta ora sul 2026, quando la città sarà rinnovata (post-cantieri) e potrà beneficiare dell’effetto mediatico duraturo del Giubileo.





