Per la rubrica settimanale dedicata alle regioni italiane, questa volta andiamo in Sardegna. Ma non quella patinata dei resort: parliamo di quella più segreta, fatta di scogliere a picco e villaggi sparsi tra le montagne.
La prima immagine è quasi sempre il mare. Ed è giusto così, perché alcune delle spiagge più belle del Mediterraneo sono qui. Ma se vuoi davvero capire la Sardegna, devi guardare oltre la sabbia bianca. Devi perderti tra le strade dell’entroterra, quelle che attraversano la Barbagia, il Supramonte, l’Ogliastra.
Tra le spiagge meno affollate da non perdere c’è Cala Domestica, con la sua scogliera dorata, oppure Cala Sisine e Cala Luna, raggiungibili a piedi o in barca.

Se cerchi il silenzio assoluto, c’è Piscinas, con le dune più alte d’Europa e un’atmosfera quasi lunare.
L’entroterra ti sorprende con paesaggi aspri e pieni di carattere.
I monti del Gennargentu sono perfetti per chi ama il trekking, ma anche solo per chi vuole respirare aria diversa.
Tra le esperienze più forti c’è il trenino verde: un viaggio lento, panoramico, che attraversa zone remote, lontane dalle rotte turistiche.
I borghi meritano una sosta: Orgosolo, con i suoi murales che raccontano lotte, identità e politica.
Bosa, tutta colorata, adagiata sul fiume Temo. Gavoi, che a luglio si anima con uno dei festival letterari più belli d’Italia.

Ma anche piccoli centri come Mamoiada, dove puoi visitare i laboratori delle maschere dei Mamuthones e assaggiare il vino nelle cantine locali.
La cucina è schietta. Porceddu croccante, seadas col miele, pecorino a volontà.
E poi i malloreddus, il pane frattau, la zuppa gallurese.
Ogni zona ha le sue ricette, tramandate come riti. Il cannonau scorre ovunque, e spesso è fatto dal vicino di casa.
La Sardegna segreta è fatta di dettagli: strade vuote, anziani seduti fuori casa, mani che intrecciano cestini. È un’isola che non si concede facilmente, ma quando lo fa, resta.
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