La Federazione Moda Italia-Confcommercio, l’organo di rappresentanza principale del commercio al dettaglio italiano nel settore moda, ha espresso un forte plauso e sostegno alla proposta del Governo di introdurre un prelievo fiscale sui pacchi postali di valore inferiore a $150 euro provenienti da Paesi extra-UE. Questa mossa è vista come un “passo avanti significativo” e una misura necessaria per contrastare la concorrenza sleale esercitata dai giganti dell’ultra fast fashion (come Shein e Temu), che sfruttano l’attuale esenzione dai dazi per le spedizioni sotto questa soglia per inondare il mercato italiano con prodotti a basso costo e spesso non conformi agli standard europei.
La Federazione ha specificato che l’iniziativa non è solo una battaglia economica, ma anche di sostenibilità ambientale e fiscale. L’ultra fast fashion è accusato di generare un enorme impatto ecologico attraverso i modelli di “moda usa e getta” e, nel contempo, di sottrarre importanti risorse alle casse dello Stato italiano e all’economia nazionale. La tassa mirerebbe a ripristinare condizioni di concorrenza più eque tra i retailer italiani, che sono soggetti a IVA, contributi e costi di smaltimento, e le piattaforme estere che finora hanno beneficiato di vantaggi fiscali e normativi. Il Presidente di Federazione Moda Italia, Giulio Felloni, ha sottolineato l’urgenza di agire, specialmente alla luce dell’accordo raggiunto in sede Ecofin per eliminare l’esenzione dai dazi, spingendo per un’applicazione omogenea della misura in tutta Europa entro il 2026.
L’apprezzamento della Federazione non si limita alla tassa, ma include anche la richiesta di estendere il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) tessile anche ai player extra-UE che vendono direttamente in Italia. Questo rafforzerebbe la tutela della filiera del Made in Italy, promuovendo prodotti di qualità, duraturi e responsabili, in alternativa alla logica dell’acquisto impulsivo e dell’usa e getta. La proposta del Governo è attesa come emendamento alla Legge di Bilancio, con l’obiettivo di renderla operativa entro la fine del 2025.La Federazione Moda Italia-Confcommercio, l’organo di rappresentanza principale del commercio al dettaglio italiano nel settore moda, ha espresso un forte plauso e sostegno alla proposta del Governo di introdurre un prelievo fiscale sui pacchi postali di valore inferiore a $150 euro provenienti da Paesi extra-UE. Questa mossa è vista come un “passo avanti significativo” e una misura necessaria per contrastare la concorrenza sleale esercitata dai giganti dell’ultra fast fashion (come Shein e Temu), che sfruttano l’attuale esenzione dai dazi per le spedizioni sotto questa soglia per inondare il mercato italiano con prodotti a basso costo e spesso non conformi agli standard europei.
La Federazione ha specificato che l’iniziativa non è solo una battaglia economica, ma anche di sostenibilità ambientale e fiscale. L’ultra fast fashion è accusato di generare un enorme impatto ecologico attraverso i modelli di “moda usa e getta” e, nel contempo, di sottrarre importanti risorse alle casse dello Stato italiano e all’economia nazionale. La tassa mirerebbe a ripristinare condizioni di concorrenza più eque tra i retailer italiani, che sono soggetti a IVA, contributi e costi di smaltimento, e le piattaforme estere che finora hanno beneficiato di vantaggi fiscali e normativi. Il Presidente di Federazione Moda Italia, Giulio Felloni, ha sottolineato l’urgenza di agire, specialmente alla luce dell’accordo raggiunto in sede Ecofin per eliminare l’esenzione dai dazi, spingendo per un’applicazione omogenea della misura in tutta Europa entro il 2026.
L’apprezzamento della Federazione non si limita alla tassa, ma include anche la richiesta di estendere il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) tessile anche ai player extra-UE che vendono direttamente in Italia. Questo rafforzerebbe la tutela della filiera del Made in Italy, promuovendo prodotti di qualità, duraturi e responsabili, in alternativa alla logica dell’acquisto impulsivo e dell’usa e getta. La proposta del Governo è attesa come emendamento alla Legge di Bilancio, con l’obiettivo di renderla operativa entro la fine del 2025.





