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Wednesday, January 21, 2026

Made in Italy: cibo e vino come cultura, formazione al centro del nuovo protocollo

Made in ItalyMade in Italy: cibo e vino come cultura, formazione al centro del nuovo protocollo

Il Made in Italy continua a rappresentare uno dei pilastri più solidi dell’identità e dell’economia italiana. Tra i settori che meglio incarnano questa eccellenza ci sono certamente il cibo e il vino, simboli di storia, tradizione, cultura e innovazione che raccontano al mondo la nostra identità collettiva. Proprio per rafforzare questo legame, il Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie e la Rete Nazionale degli Istituti Agrari hanno firmato un importante protocollo d’intesa che punta a mettere in connessione il mondo della produzione agroalimentare con quello della formazione.

Un accordo che non si limita a parole di circostanza, ma che apre la strada a progetti concreti, rivolti a studenti, docenti e professionisti del settore. L’obiettivo è chiaro: creare un ponte tra le nuove generazioni e il patrimonio agroalimentare nazionale, garantendo che la cultura del cibo e del vino continui a essere non solo tramandata, ma anche rafforzata attraverso l’innovazione e la ricerca.

De Carlo: “Il Made in Italy è storia e identità”

Durante la presentazione, Luca De Carlo, presidente della IX Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato, ha ribadito l’importanza di un’iniziativa che vede protagoniste le terre venete, uno dei cuori pulsanti dell’enologia italiana.

“Oggi celebriamo la giornata del Made in Italy, che è l’omaggio a tutto ciò che di straordinario siamo e produciamo – ha sottolineato De Carlo –. Non possiamo dimenticare che cibo e vino sono la nostra storia, le nostre radici, ma anche strumenti di racconto e di promozione dei territori italiani”.

Il senatore ha voluto sottolineare come questo Governo si sia impegnato più di ogni altro a difendere i prodotti italiani, soprattutto nel contrastare le imitazioni e i falsi che danneggiano i nostri mercati: “Per ogni euro di prodotto esportato – ha ricordato – ci troviamo a subire copie per due euro. Una sproporzione che mette a rischio l’autenticità e il valore delle nostre eccellenze”.

Giovani e formazione: la chiave del futuro

Una parte centrale del discorso di De Carlo ha riguardato il ruolo dei giovani e delle scuole. “Dobbiamo conoscere quello che facciamo, produciamo ed esportiamo. È fondamentale coinvolgere le nuove generazioni non solo attraverso la comunicazione, ma anche tramite il loro impegno diretto. Fare agricoltura oggi significa puntare su ricerca, tecnica e innovazione, sempre innestate su storia e tradizione”.

Con queste parole, il presidente ha ribadito l’importanza di un approccio educativo e formativo capace di fornire strumenti concreti alle nuove leve. Non si tratta solo di tramandare conoscenze, ma di preparare giovani agronomi, tecnici, enologi e comunicatori che sappiano coniugare passato e futuro.

Il protocollo firmato, infatti, prevede attività di formazione, stage e percorsi di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con le aziende del settore. L’obiettivo è dare ai ragazzi la possibilità di vivere esperienze dirette, mettendo in pratica ciò che imparano sui banchi di scuola e comprendendo da vicino le sfide e le opportunità del mondo agroalimentare.

Innovazione contro fake news

De Carlo ha inoltre richiamato l’attenzione su un tema cruciale: quello della corretta informazione. “Da anni il mondo agricolo è bersaglio di fake news che minano la percezione pubblica del settore. Questa battaglia si vince solo attraverso la formazione, l’educazione e una comunicazione chiara e basata su dati reali”.

Il protocollo siglato va proprio in questa direzione: formare una nuova generazione di professionisti capaci di difendere il valore delle produzioni italiane anche sul piano della comunicazione. In un’epoca in cui le informazioni circolano velocemente e spesso in modo distorto, avere figure in grado di raccontare in maniera autorevole e trasparente il lavoro degli agricoltori e dei viticoltori diventa una risorsa imprescindibile.

Un’alleanza strategica per il Made in Italy

L’accordo tra il Consorzio Doc delle Venezie e la Rete Nazionale degli Istituti Agrari non è solo un atto simbolico, ma un vero e proprio strumento di politica agroalimentare. Un’alleanza che intende rafforzare la competitività delle imprese italiane, fornendo loro il sostegno di giovani formati, motivati e innovativi.

Il Made in Italy, infatti, non può vivere solo di tradizione: deve saper affrontare le sfide della globalizzazione, della sostenibilità e della tecnologia. Da qui l’importanza di creare un sistema formativo integrato con il tessuto produttivo, capace di preparare le nuove generazioni non solo a difendere, ma anche a innovare e rilanciare la cultura enogastronomica italiana.

Come ha concluso De Carlo, “Formazione, educazione, innovazione e partecipazione rappresentano la via maestra del Made in Italy e delle eccellenze agroalimentari. Solo così potremo continuare a garantire al nostro Paese un futuro di qualità e di successo sui mercati internazionali”.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.

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