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La carica delle artiste: da Michaelina Wautier a Marina Abramović, quattro mostre imperdibili tra Vienna e Linz

CulturaArteLa carica delle artiste: da Michaelina Wautier a Marina Abramović, quattro mostre imperdibili tra Vienna e Linz

Per secoli le donne hanno faticato a conquistarsi uno spazio nel mondo dell’arte, un universo dominato da uomini che raramente concedevano loro il giusto riconoscimento. Eppure, molte pittrici, fotografe e performer hanno saputo dimostrare talento, coraggio e visione, lasciando un segno profondo e ancora oggi attuale. L’Austria, con un’agenda culturale straordinaria tra Vienna e Linz, celebra questo autunno il genio femminile con quattro grandi mostre dedicate a figure emblematiche: Michaelina Wautier, Marina Abramović, Lisette Model e una collettiva sul tema dell’essere donna oggi.

Si parte il 30 settembre al Kunsthistorisches Museum di Vienna, con una mostra senza precedenti dedicata a Michaelina Wautier (1613/18–1689), pittrice fiamminga che solo negli ultimi decenni è stata riscoperta come una delle voci più originali del Barocco europeo. In un’epoca in cui le poche donne artiste si limitavano a nature morte o ritratti domestici, Wautier osò cimentarsi nella pittura storica, un genere considerato allora esclusivo degli uomini. Tra le opere esposte spicca l’imponente Trionfo di Bacco, un baccanale che per lungo tempo fu attribuito a un artista maschio per la complessità della scena e l’audacia delle figure. Le sue tele, intrise di ironia e caratterizzate da nudi maschili mai banali, dimostrano una padronanza tecnica capace di reggere il confronto con giganti come Rubens o Van Dyck. Misteriosa e sfuggente, Wautier rimane una figura enigmatica: non conosciamo con certezza la sua formazione, ma sappiamo che il fratello Charles, anch’egli pittore, probabilmente ne fu il primo maestro. Grazie al collezionismo dell’arciduca Leopoldo Guglielmo, oggi il museo viennese possiede il nucleo più importante delle sue opere, finalmente riunite in questa retrospettiva che ne svela la grandezza.

Dal Barocco si passa all’arte contemporanea con una delle protagoniste assolute della performance art: Marina Abramović. Dal 10 ottobre al 1° marzo, all’Albertina di Vienna e al Bank Austria Kunstforum Wien, sarà allestita una retrospettiva monumentale che attraversa l’intera carriera dell’artista serba. Curata da Bettina M. Busse, la mostra offrirà ogni giorno rievocazioni dal vivo delle performance storiche che hanno reso Abramović un’icona mondiale. Dai lavori giovanili a Belgrado alle celebri collaborazioni con Ulay, come Breathing In, Breathing Out e Rest Energy, fino a opere leggendarie come Balkan Baroque, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1997, il percorso espositivo mette in luce la radicalità della sua ricerca sui limiti del corpo, la resistenza psicologica, la relazione con il pubblico e la spiritualità. Le sale tematiche affronteranno temi come la partecipazione, il comunismo, l’energia della natura e l’illuminazione. Tra i lavori esposti, anche installazioni recenti come Four Crosses (2019). Una mostra internazionale, frutto di una collaborazione tra istituzioni come la Royal Academy of Arts di Londra, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e la Kunsthaus di Zurigo, che conferma Vienna come capitale dell’arte performativa.

Restando all’Albertina, dal 31 ottobre al 22 febbraio sarà protagonista un’altra donna che ha rivoluzionato il suo campo: la fotografa viennese Lisette Model (1901–1983). Di origini ebraiche, emigrata a New York nel 1938, Model ha immortalato con occhio spietato e ironico le contraddizioni della vita urbana. I suoi scatti, pubblicati su riviste come Harper’s Bazaar, spaziano dai bagnanti di Coney Island alla borghesia elegante della Riviera, dai volti segnati dalla fatica del Lower East Side alle notti jazz dei club newyorkesi. Questa retrospettiva completa raccoglie le fasi più importanti della sua produzione tra il 1933 e il 1957, includendo fotografie raramente esposte e la bozza originale della sua monografia del 1979, considerata un classico nella storia del fotolibro. La mostra restituisce la forza di uno sguardo capace di raccontare le sfumature dell’umanità con realismo, ironia e una forte carica sociale.

Infine, a Linz, il Lentos Museum dal 31 ottobre al 6 aprile propone la mostra collettiva Essere ragazza!? Dalla pittura su tavola ai social media, con oltre 120 opere di artiste e artisti internazionali. L’obiettivo è riflettere su cosa significhi oggi essere donna, confrontando modelli del passato con nuove rappresentazioni contemporanee. Dalla pittura storica alle installazioni multimediali, dalle fotografie ai video, la mostra affronta temi cruciali come l’identità, la rappresentazione del corpo, i ruoli sociali e i modelli femminili tramandati attraverso i secoli. Un dialogo che vuole stimolare nuove consapevolezze in un’epoca segnata da trasformazioni radicali nei linguaggi dell’arte e nella società.

Quattro mostre, quattro donne, quattro linguaggi diversi ma uniti da un filo comune: il coraggio di esistere, di creare, di raccontare la realtà attraverso lo sguardo femminile. Tra Vienna e Linz, questo autunno sarà l’occasione perfetta per scoprire o riscoprire il valore di artiste che hanno fatto la storia e che continuano a ispirare il presente.

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