Contro la “Foodification”: Nuovi Itinerari che Valorizzano Filiere Locali e Aree Rurali

TurismoContro la “Foodification”: Nuovi Itinerari che Valorizzano Filiere Locali e Aree Rurali

Un recente report dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), interamente dedicato alla sostenibilità nel settore dei viaggi, ha sollevato un allarme sul rischio di foodification che minaccia le principali città d’arte italiane. Il termine si riferisce alla crescente proliferazione di locali turistici standardizzati che, offrendo un cibo fast e spesso di bassa qualità, finiscono per snaturare l’identità gastronomica e l’autenticità dei centri storici, compromettendo l’esperienza del Made in Italy autentico.

Per contrastare efficacemente questo fenomeno, l’ENIT e i suoi partner hanno lanciato il progetto Great Italian Destinations for Sustainable Tourism. L’iniziativa promuove la creazione di itinerari tematici che indirizzano i turisti fuori dai circuiti più battuti e verso le filiere locali autentiche, gli artigiani del cibo e i piccoli produttori situati nelle aree rurali. Queste nuove campagne di storytelling invitano attivamente i viaggiatori a evitare i “locali fotocopia” per scoprire, invece, frantoi di olio d’oliva, cantine vinicole, caseifici e mercati contadini.L’obiettivo è duplice: da un lato, valorizzare e sostenere direttamente le economie rurali e la biodiversità del territorio (in linea con la crescita delle presenze in campagna e montagna nell’Estate 2025); dall’altro, collegare indissolubilmente la reputazione globale del Made in Italy gastronomico (recentemente lodato da MICHELIN e Gambero Rosso) alla tutela dei territori e alla tracciabilità dei prodotti. Questo modello incentiva un turismo enogastronomico più consapevole e sostenibile.