Settembre è tradizionalmente il mese che segna la ripartenza della vita accademica in Italia, e anche quest’anno non fa eccezione. Migliaia di studenti in tutta la penisola hanno affrontato le prove di ammissione ai corsi universitari ad accesso programmato nazionale e locale, con l’obiettivo di conquistare un posto nei corsi più richiesti. Tra questi spiccano Scienze della formazione primaria, Medicina in lingua inglese, Odontoiatria, Medicina veterinaria e le Professioni sanitarie, settori che continuano ad attrarre moltissimi aspiranti professionisti.
Le prove, svoltesi tra la prima e la terza settimana di settembre 2025, hanno coinvolto un numero elevatissimo di candidati: secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, sono state oltre 70.000 le domande presentate complessivamente per i corsi a numero chiuso, con un incremento del 5% rispetto al 2024.
Scienze della formazione primaria: un percorso sempre più richiesto
Uno dei corsi più ambiti resta Scienze della formazione primaria, la laurea quinquennale a ciclo unico che forma gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria. All’Università di Catania, ad esempio, le prove si sono tenute il 12 settembre e le graduatorie provvisorie sono state pubblicate entro il 23 dello stesso mese. Gli studenti idonei hanno poi avuto tempo fino al 30 settembre per completare l’immatricolazione.
Anche la LUMSA di Roma ha aperto il bando per il corso LM-85 bis, con scadenza il 5 settembre, confermando l’interesse crescente per un settore che continua a garantire sbocchi professionali stabili e richiesti. L’aumento della domanda di docenti qualificati, spinto anche dal piano di reclutamento nazionale, rende infatti questo percorso formativo particolarmente appetibile.
Medicina e Professioni sanitarie: la corsa al posto
Accanto a Scienze della formazione primaria, il grande classico delle prove di settembre resta Medicina. Le facoltà italiane continuano ad essere prese d’assalto dagli studenti, nonostante la difficoltà delle prove e la selezione molto severa. Anche quest’anno le domande hanno superato di gran lunga i posti disponibili, con un rapporto medio di circa 1 a 6.
Grande partecipazione anche per Odontoiatria e Medicina veterinaria, corsi che mantengono una forte attrattiva grazie alle prospettive professionali solide e internazionali. Le Professioni sanitarie – tra cui Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia e Tecniche di radiologia – hanno registrato un incremento di iscrizioni, complice il continuo fabbisogno di personale qualificato in ambito sanitario.
L’importanza delle prove di ammissione
Per molti studenti italiani, settembre rappresenta un banco di prova decisivo: l’esame di ammissione condiziona il futuro percorso universitario e, di conseguenza, la carriera professionale. La preparazione è spesso frutto di mesi di studio intenso, simulazioni e corsi di formazione privati.
Non mancano le polemiche: alcuni critici continuano a sostenere che il sistema dei test penalizzi studenti brillanti che non riescono a esprimere al meglio le proprie competenze in prove a tempo, basate su quiz a risposta multipla. Tuttavia, le università difendono l’adozione del numero chiuso come strumento necessario per garantire una didattica sostenibile e un rapporto equilibrato tra studenti e docenti.
Nuove prospettive per l’università italiana
Oltre ai test di ingresso, settembre 2025 ha portato all’attenzione pubblica anche altri temi legati alla formazione universitaria: dall’innovazione didattica con il potenziamento delle piattaforme digitali, al dibattito sulla parità di genere nei ruoli accademici, fino alle collaborazioni internazionali per attrarre studenti stranieri.
In questo scenario, l’università italiana si conferma un sistema in trasformazione, capace di mantenere viva la tradizione culturale e scientifica, ma anche pronto ad accogliere le sfide globali.
Un appuntamento che segna il futuro
Ogni settembre si rinnova la stessa scena: aule gremite, emozioni, attese e speranze. Per alcuni studenti l’ammissione rappresenta l’inizio di un percorso di crescita personale e professionale; per altri, la prova non superata sarà occasione di ripensare scelte e percorsi alternativi. In entrambi i casi, l’esperienza segna un passaggio fondamentale nella vita dei giovani italiani.
Le università, dal canto loro, confermano il ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni, puntando su qualità, innovazione e apertura internazionale. E mentre i test di settembre si concludono, la macchina accademica si prepara già a ripartire con l’inizio delle lezioni, pronta ad accogliere i nuovi studenti e a formare i professionisti di domani.
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