Roma ore 11 di Giuseppe De Santis torna restaurato al Festival di Venezia

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Il cinema italiano rivive una delle sue pagine più intense e drammatiche: torna sul grande schermo, in versione restaurata, Roma ore 11 di Giuseppe De Santis. L’opera, tra le più significative del neorealismo, sarà presentata in anteprima mondiale nella sezione Venezia Classici alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre 2025).

La tragedia che ispirò il film

La pellicola del 1952 trae spunto da un tragico fatto di cronaca realmente accaduto a Roma il 15 gennaio 1951. In via Savoia, un vecchio scalone crollò sotto il peso di circa 200 giovani donne in fila per partecipare a un colloquio di lavoro come dattilografa. L’incidente causò la morte di una ragazza e circa ottanta rimasero ferite.

Un episodio che colpì profondamente l’opinione pubblica e che De Santis trasformò in un film corale, specchio fedele dell’Italia del dopoguerra: un Paese in ricostruzione, segnato da povertà, precarietà lavorativa e mancanza di tutele, soprattutto per le donne.

Il progetto di De Santis e l’indagine di Elio Petri

Per dare forza narrativa e verità al film, De Santis incaricò il giovane giornalista Elio Petri di realizzare un’inchiesta sui fatti. Quel lavoro preparatorio offrì al regista lo spunto per raccontare non solo il dramma dell’incidente, ma anche le condizioni di vita di centinaia di donne in cerca di un futuro migliore.

Come dichiarò lo stesso regista:

“Quando lessi il fatto di cronaca mi sembrò emblematico di una certa condizione di disoccupazione femminile in un grande centro urbano come Roma. Provenendo dall’esperienza di Riso amaro, ambientato in un contesto di donne lavoratrici, mi parve naturale dare voce a un coro femminile”.

Un film corale, audace e scomodo

Prodotto da Titanus, Roma ore 11 schiera un cast di grandi nomi del cinema italiano: Maria Grazia Francia, Delia Scala, Lea Padovani, Massimo Girotti, Raf Vallone, Elena Varzi, Lucia Bosè, Carla Del Poggio, Paola Borboni e Paolo Stoppa.

Il film non si limita a raccontare una tragedia, ma affronta temi considerati allora “scomodi”: la disoccupazione femminile, le ingiustizie sociali, i limiti della ricostruzione economica, le difficoltà quotidiane di una generazione che cercava dignità e riscatto.

Il restauro: un ritorno necessario

A oltre 70 anni dalla sua uscita e a 30 anni dal Leone d’Oro alla carriera assegnato a De Santis, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, in collaborazione con Titanus Spa, ha curato il restauro del film.

Secondo Guido Lombardo, presidente di Titanus Spa:

“Roma ore 11 fu per quei tempi un film audace e coraggioso. Con questo restauro riportiamo alla luce un’opera fondamentale del neorealismo, che mantiene intatta la sua forza critica e la capacità di emozionare”.

Anche Gabriella Buontempo, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, ha sottolineato l’importanza del progetto:

“Il restauro migliora qualità visiva e sonora, restituendo al pubblico moderno l’energia e l’urgenza del messaggio di De Santis. È un modo per rendere accessibile questo capolavoro anche alle nuove generazioni”.

Un’opera che parla ancora oggi

A oltre settant’anni di distanza, Roma ore 11 conserva tutta la sua attualità. Il film mette in scena un coro di donne, con le loro speranze, fragilità e lotte quotidiane. Racconta un’Italia che faticava a rialzarsi, ma che nelle difficoltà sapeva mostrare solidarietà e resilienza.

Il suo ritorno restaurato non è solo un omaggio a De Santis, maestro del neorealismo, ma anche un’occasione per riflettere sulle radici sociali e culturali dell’Italia contemporanea.

Con il debutto a Venezia, il film potrà essere riscoperto da chi non lo ha mai visto e rivisitato da chi lo conosce già, ma in una versione che valorizza al massimo la qualità delle immagini e del sonoro, restituendo intatta la potenza emotiva dell’opera.

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