Ci sono libri che sembrano piccoli, discreti, quasi timidi al primo sguardo, e che invece nascondono un universo profondo fatto di emozioni, ricordi e riflessioni sul tempo. Mia nonna e il Conte di Emanuele Trevi รจ uno di questi. Unโopera narrativa che intreccia memorie familiari, paesaggi calabresi e sentimenti tardivi, restituendo ai lettori un racconto intimo e universale.
La protagonista di questa storia รจ Peppinella, una nonna dallโaspetto imponente e quasi mitico, descritta come una matriarca dai tratti arcaici. Donna di carattere, riverita come una regina da due fedeli dame di compagnia, Delia e Carmelina, ma allo stesso tempo capace di condividere abitudini quotidiane e popolari, come guardare la soap Beautiful ogni pomeriggio. La sua figura emerge tra sacralitร e quotidiano, tra lโaura della tradizione e la semplicitร dei gesti di ogni giorno.
ร nel suo giardino, dominato dalla presenza scenica della cibbia, che il nipote Emanuele trascorre le lunghe estati della sua infanzia e giovinezza. In quel piccolo universo domestico, fatto di libri e silenzi, prende forma un luogo della memoria, un hortus conclusus che diventa teatro di una storia inaspettata.
Un giorno, infatti, nella vita di Peppinella entra un personaggio inatteso: un Conte ultraottantenne, studioso appassionato della storia borbonica. Con un gesto gentile e antico, le porge un mazzetto di fiori e chiede il permesso di attraversare la sua proprietร per raggiungere piรน velocemente il paese. ร un incontro semplice e quasi casuale, ma destinato a cambiare per sempre gli ultimi anni della vita della protagonista.
Tra i due nasce un legame delicato, un affetto privo di ansie e pretese, come se fosse la naturale conseguenza di un destino scritto a metร . Trevi racconta con parole poetiche come Peppinella e il Conte custodissero insieme un segreto, una sorta di formula magica che solo lโunione delle loro presenze poteva completare. Un amore tardivo, libero, senza catene e senza bisogno di spiegazioni, che si nutre di silenzi, piccoli gesti e complicitร sottili.
Il libro non รจ solo il ritratto della nonna e della sua relazione con il Conte, ma anche la testimonianza di un nipote che osserva, partecipa e trasfigura la realtร con lo sguardo dello scrittore. Emanuele Trevi offre ai lettori una narrazione che รจ insieme memoria e letteratura, intimitร privata e riflessione universale.
Attraverso la storia di Peppinella, lโautore affronta uno dei temi piรน complessi e struggenti: lo scorrere del tempo. La bellezza che fiorisce dopo gli ottantโanni, la scoperta dellโamore quando la vita sembra giร scritta, la possibilitร di ricominciare sempre, anche quando tutto sembra concluso. ร un inno alla resilienza dei sentimenti e alla capacitร dellโessere umano di trovare senso e stupore in ogni fase della vita.
Il linguaggio di Trevi, denso di immagini e sfumature, restituisce un racconto familiare che si trasforma in parabola universale. La nonna diventa il simbolo di una generazione, di un Sud che custodisce tradizioni e memorie, ma anche la rappresentazione di un amore capace di superare le convenzioni. Il Conte, con la sua figura elegante e fuori dal tempo, รจ lโaltra metร di un destino che si compie tardi, ma con forza.
Leggere Mia nonna e il Conte significa lasciarsi trasportare in una dimensione sospesa, dove quotidiano ed eterno si incontrano. ร un libro che invita a riflettere sul valore delle relazioni umane, sulla delicatezza dei legami e sulla potenza della memoria.
In definitiva, questโopera รจ un omaggio alla vita stessa: fragile e potente, imprevedibile e sorprendente, capace di regalare ancora emozioni nuove anche quando sembra ormai tutto vissuto. Trevi consegna ai lettori un gioiello di narrativa che emoziona, commuove e lascia un segno duraturo.
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