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Strangozzi al tartufo nero: l’Umbria nel piatto

SaporiRicetteStrangozzi al tartufo nero: l’Umbria nel piatto

Bastano pochi ingredienti per creare magia in cucina: farina, acqua e il tartufo nero umbro. Gli strangozzi al tartufo incarnano l’essenza della cucina regionale, un piatto che trasforma la semplicità in eccellenza. Si tratta di una pasta dalla forma irregolare e dalla superficie ruvida che è memoria storica di un territorio che ha saputo fare delle sue tradizioni contadine un patrimonio culinario riconosciuto in tutto il mondo.

G​​li strangozzi: la pasta della rivolta

Gli strangozzi furono inventati nel XVI secolo, quando l’Umbria era sotto il controllo dello Stato Pontificio. La storia del loro nome è tanto singolare quanto affascinante: pare che alcune decisioni delle autorità ecclesiastiche, come l’aumento del dazio sul sale, avessero fatto crescere l’ira della popolazione locale che, in un moto di ribellione, arrivò a strangolare alcuni prelati con le stringhe delle scarpe.

Da qui il nome strangozzi (strangola gozzi), confezionati da allora proprio in memoria di quelle giornate rivoluzionarie, in modo da ricordare nella forma i caratteristici lacci in cuoio. Una pasta nata dalla protesta che oggi rappresenta uno dei piatti umbri più celebri.

Non mancano le leggende legate a questa pasta. Si racconta che Federico Barbarossa, giunto a Spoleto per saccheggiare la città, si sia fatto dissuadere dai suoi propositi dopo essere stato conquistato proprio da un piatto di strangozzi al tartufo.

Il formato: semplice ma perfetto

Gli strangozzi sono un formato di pasta fresca tipico della zona di Foligno e di Spoleto, caratterizzati dall’impasto ruvido e poroso, in grado di trattenere perfettamente i condimenti. Si tratta di una pasta lunga a sezione rettangolare, preparata tradizionalmente solo con farina, acqua e sale, senza uova.

La superficie ruvida è il segreto del loro successo: permette ai condimenti di aderire perfettamente, creando quell’equilibrio perfetto tra pasta e sugo tipico dei piatti della tradizione umbra. Oggi è possibile gustare gli strangozzi tutto l’anno nei ristoranti e nelle trattorie locali, ma in passato questa specialità veniva cucinata soprattutto nel periodo di Natale e Carnevale, e per i banchetti di festa.

La ricetta tradizionale degli strangozzi al tartufo

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:

  • 400g di farina di grano tenero
  • 100g di semola rimacinata di grano duro
  • 200ml di acqua fredda
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 80-100g di tartufo nero fresco
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva umbro
  • 2 spicchi d’aglio
  • Sale q.b.
  • Pepe nero macinato fresco

Procedimento

Preparazione della pasta: disporre le farine a fontana, versare al centro l’olio extravergine di oliva e l’acqua e aggiungere un pizzico di sale. Impastare velocemente con le mani fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo, quindi avvolgere con un foglio di pellicola trasparente e far riposare in frigo per una mezz’ora.

Stendere l’impasto con il mattarello fino a ottenere una sfoglia di 3mm di spessore. Arrotolare la sfoglia fino a formare un lungo rotolo e tagliare a fette di 3 o 4 millimetri. Srotolare gli strangozzi e spolverarli con semola per evitare che si attacchino.

Preparazione del condimento: lavare e spazzolare il tartufo in modo che perda tutta la terra. Asciugarlo bene e tagliarne un pezzetto da affettare successivamente sopra i piatti. Grattugiare la restante parte con una grattugia a fori larghi.

Scaldare in un’ampia padella l’olio insieme a uno spicchio d’aglio. Quando lo spicchio inizia a dorarsi, toglierlo dalla padella e aggiungere il tartufo grattugiato. Mescolare, regolare di sale e spegnere subito il fuoco.

Cuocere gli strangozzi in abbondante acqua salata e scolarli leggermente al dente. Non appena verranno a galla nella pentola, controllare la cottura fino a che non verrà raggiunta quella desiderata: questa pasta dà il meglio di sé quando è leggermente al dente.

Mantecare gli strangozzi in padella insieme al tartufo. Servire immediatamente nei piatti preriscaldati, completando con lamelle di tartufo fresco grattugiate al momento e pepe nero.

Un piatto che racconta l’Umbria

Gli strangozzi al tartufo sono un viaggio sensoriale nel cuore dell’Italia. La semplicità di questa ricetta è la sua forza: pochi ingredienti di altissima qualità che, uniti con sapienza, creano un’esperienza gustativa indimenticabile. Un piatto che sa di tradizione ma che continua a emozionare chi lo assaggia per la prima volta.

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