Nel 2026 la Calabria concentra l’attenzione sui borghi dell’entroterra, promuovendoli come spazi di cultura, memoria e sperimentazione sociale. Piccoli centri montani e collinari diventano luoghi di residenza temporanea, produzione culturale e recupero dell’identità locale, allontanandosi da una logica di semplice conservazione.
I borghi vengono riattivati attraverso archivi di comunità, progetti artistici, laboratori culturali e iniziative legate alla memoria orale. Storie, dialetti, tradizioni e saperi locali diventano materia viva di racconto e creazione contemporanea.
Questi luoghi non vengono musealizzati, ma vissuti. Nuovi abitanti temporanei, artisti, ricercatori e famiglie partecipano alla vita comunitaria, contribuendo a sperimentare nuove forme di abitare e relazione.
La cultura diventa strumento di rigenerazione sociale, capace di trasformare la fragilità territoriale in risorsa. I borghi si configurano come spazi di lentezza, partecipazione e costruzione di legami.
Nel 2026 la Calabria propone una strategia che unisce memoria e futuro, dimostrando come le aree interne possano diventare laboratori di innovazione culturale e comunitaria.






