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Cibo artigianale italiano: un settore in crescita con una domanda globale sempre più forte

SaporiRicetteCibo artigianale italiano: un settore in crescita con una domanda globale sempre più forte

Il comparto Food & Beverage continua a rappresentare uno dei motori trainanti del Made in Italy, non solo sul mercato nazionale ma anche a livello internazionale. I dati più recenti diffusi da Confartigianato, relativi al primo trimestre del 2025, confermano la vitalità del settore agroalimentare artigianale e il suo contributo determinante allo sviluppo economico.

Per i distributori e gli importatori di tutto il mondo, i prodotti artigianali italiani sono un asset di valore strategico. La loro forza sta nella qualità eccellente, nella diversità regionale e nelle tradizioni secolari che li caratterizzano. Ogni prodotto racconta una storia e consente alle aziende di differenziarsi sul mercato, costruendo un posizionamento unico sia nel retail che nella ristorazione.

Il valore dell’autenticità

Negli ultimi anni, i consumatori hanno mostrato un interesse crescente verso alimenti che incarnano autenticità e valore premium. Il cibo artigianale italiano risponde perfettamente a questa domanda, offrendo esperienze che vanno oltre il semplice consumo e diventano veri e propri racconti culturali. Non a caso, l’apprezzamento globale per le specialità regionali italiane è in continua crescita, come confermato dall’aumento costante delle esportazioni e dai dati dei mercati internazionali, che registrano una domanda crescente di prodotti genuini e certificati Made in Italy.

Una produzione che supera la media europea

Nel primo trimestre del 2025, la produzione italiana di alimenti e bevande è cresciuta dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024. Si tratta di una performance superiore a quella dei principali competitor europei: Germania (+1,5%), Spagna (+0,3%) e Francia (stabile). Questo risultato assume un valore ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale del manifatturiero italiano, che nello stesso periodo ha subito un calo del 3,1%.

Il settore agroalimentare aveva già dimostrato resilienza nel 2024, chiudendo l’anno con un incremento del 2,1% a fronte di una contrazione del 4,2% nella produzione industriale complessiva. Ciò evidenzia la capacità del comparto di resistere alle turbolenze economiche mantenendo una traiettoria di crescita stabile.

La forza dell’export

Le esportazioni rappresentano una delle colonne portanti dell’agroalimentare italiano. Nel primo trimestre del 2025, l’export del settore è aumentato del 5,5%, superando la media del manifatturiero nazionale (+3%). Questo trend conferma l’andamento positivo del 2024, chiuso con un +8,8% e un valore complessivo di 58,7 miliardi di euro, pari al 2,7% del PIL italiano.

Gli Stati Uniti si confermano uno dei mercati più dinamici: tra gennaio e marzo 2025, l’export agroalimentare verso gli USA ha raggiunto 7,7 miliardi di euro, con un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Anche a livello regionale, il quadro è positivo: tra i principali territori esportatori spiccano Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Campania, Trentino-Alto Adige, Molise, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Questo dimostra l’esistenza di una rete produttiva capillare e radicata in tutto il Paese.

Le imprese artigiane come cuore pulsante del settore

L’Italia ospita oltre 64.000 imprese artigiane del food, che rappresentano il 19,8% del totale del comparto. Si tratta prevalentemente di micro e piccole aziende che, insieme, danno lavoro a circa 249.000 persone, equivalenti al 13,8% della forza lavoro del settore.

Queste imprese custodiscono un patrimonio culturale e produttivo unico, che include 328 prodotti agroalimentari certificati UE, 529 vini DOC e IGT e ben 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT). Un insieme che testimonia la ricchezza del sapere artigiano e il radicamento delle tradizioni locali.

Innovazione e riforme per il futuro

Per sostenere la crescita e migliorare la competitività, Confartigianato ha presentato una serie di proposte:

Campagne di promozione del Made in Italy, con particolare attenzione al rafforzamento delle filiere locali.

Fondo per l’innovazione, volto a migliorare qualità e sostenibilità della produzione artigianale.

Semplificazione normativa, per snellire le procedure e rendere più agevole l’attività delle piccole imprese.

Legge quadro sul consumo in loco, che consenta degustazioni all’interno dei laboratori artigianali.

Autorizzazione alla vendita in locali adiacenti ai siti produttivi, oggi soggetta a vincoli normativi.

Accesso agli spazi esterni, per incentivare il consumo sul posto e rafforzare il legame con il territorio.

Chiarezza sui beni accessori, per distinguere meglio tra attività artigianali e commerciali.

Secondo Marco Granelli, presidente di Confartigianato, “il settore agroalimentare artigianale non è solo tradizione, ma anche innovazione e forza economica per le comunità locali. È un asset strategico per l’intera economia italiana e necessita di strumenti concreti per crescere e consolidare la sua presenza sui mercati globali”.

Conclusione

Il cibo artigianale italiano rappresenta oggi uno dei simboli più forti del Made in Italy: unisce tradizione e innovazione, qualità e autenticità, cultura e sostenibilità. La crescita costante della produzione e dell’export conferma che questo comparto è destinato a giocare un ruolo sempre più rilevante nell’economia del Paese e nel panorama internazionale.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.

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