Ceramica di Deruta

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    Piatto da parata in maiolica di Deruta del Cinquecento, dipinto a mano con decoro policromo
    Foto: Sailko, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Deruta,_piatto_da_parata,_xvi_sec.JPG)

    In breve

    Categoria
    Ceramica e vetro
    Territorio
    Deruta (PG), Umbria

    La ceramica di Deruta è la maiolica dipinta a mano prodotta nel borgo umbro vicino a Perugia. Documentata dal Medioevo, raggiunse la fama nel primo Cinquecento con la decorazione a lustro metallico. Oggi la sua storia si segue nel Museo regionale della ceramica, fondato nel 1898.

    Che cos’è e da dove viene?

    La maiolica è una terracotta rivestita di smalto a base di stagno, su cui si dipinge. A Deruta i primi documenti sulla produzione ceramica risalgono al Duecento. I pezzi più antichi erano oggetti d’uso con pochi colori, il verde ramina e il bruno manganese. Tra Quattrocento e Cinquecento la tavolozza si allargò al giallo, all’arancio e al blu, e comparvero i grandi piatti da parata con un medaglione centrale. Il salto arrivò con il lustro, un riflesso metallico dorato. Il Victoria and Albert Museum di Londra conserva una targa con San Sebastiano datata 14 luglio 1501, probabilmente realizzata a Deruta, che il museo considera il più antico esempio noto di lustro italiano. Nel 1553 il geografo Leandro Alberti scriveva che nessun artigiano in Italia riusciva a eguagliare i vasi di Deruta. Nel Seicento si affermò lo stile compendiario, con tratti rapidi e pochi colori.

    Come si fa?

    Il pezzo nasce al tornio o in uno stampo. Dopo l’essiccazione va in forno per la prima cottura e diventa biscotto, una terracotta porosa. Poi si intinge nello smalto, che asciuga in fretta e lascia una superficie bianca e polverosa. Su quella base il pittore stende i colori a pennello, a mano libera o seguendo un disegno trasferito con lo spolvero. I colori crudi appaiono spenti e un errore è difficile da correggere. La seconda cottura fissa smalto e colori. Il lustro richiede un passaggio in più: si applicano ossidi metallici sul pezzo già cotto e si torna in forno per un terzo fuoco.

    Chi la fa ancora e dove vederla?

    A Deruta la maiolica resta l’attività che identifica il paese. I laboratori artigiani lavorano guardando ai modelli storici e al gusto contemporaneo. La formazione passa dal Liceo artistico Alpinolo Magnini, nato dall’Istituto d’arte cittadino. Il punto di partenza per capire è il Museo regionale della ceramica, nell’ex convento trecentesco di San Francesco. Nato nel 1898 anche per sostenere gli artigiani locali, è il più antico museo italiano dedicato alla ceramica. Espone oltre 6.000 opere in 14 sale su tre livelli: maioliche a lustro, la ricostruzione di un’antica spezieria, pavimenti maiolicati e targhe votive legate al santuario della Madonna dei Bagni. Una torre metallica di quattro piani apre al pubblico i depositi. Sotto il centro, le fornaci di San Salvatore, riscoperte nel 2008 durante lavori per un parcheggio, mostrano dove si cuocevano i pezzi tra Quattro e Cinquecento.

    Come riconoscerla?

    Il primo indizio è la tecnica. Smalto bianco a base di stagno e decoro dipinto a mano, con il segno del pennello visibile da vicino. Poi contano i modelli che la tradizione ripete: piatti da parata con figure femminili, scene mitologiche o stemmi nobiliari, decori calligrafici con fiori, foglie e animali, motivi compendiari a tratti veloci. Il lustro dorato richiede una cottura in più ed è il segno più legato alla fama storica di Deruta. Al momento dell’acquisto conviene chiedere al laboratorio dove è stato fatto il pezzo e se è stato dipinto interamente a mano.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è tra maiolica e terracotta?

    La terracotta è argilla cotta senza rivestimento. La maiolica è la stessa terracotta coperta di smalto a base di stagno e poi dipinta, con almeno due cotture.

    Dove si vede la ceramica storica di Deruta?

    Nel Museo regionale della ceramica, nel centro storico di Deruta. Pezzi antichi si trovano anche in musei stranieri, come il Victoria and Albert Museum di Londra.

    Che cos’è il lustro?

    È una decorazione a riflessi metallici, dorati o rossastri, ottenuta con ossidi metallici e una cottura aggiuntiva. A Deruta raggiunse la massima diffusione nella prima metà del Cinquecento.

    Come si fa

    1. Foggiatura al tornio o a stampo ed essiccazione
    2. Prima cottura: si ottiene il biscotto
    3. Smaltatura: il biscotto si intinge nello smalto stannifero
    4. Decorazione a pennello, a mano libera o con spolvero
    5. Seconda cottura (terza per il lustro)

    Dove trovarla

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    Chi la fa ancora

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    Fonti

    Foto: Sailko, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Deruta,_piatto_da_parata,_xvi_sec.JPG