L’autunno 2025 ha inaugurato una nuova e vivace ondata di ristoranti e format dedicati alla cucina italiana contemporanea, focalizzata su un approccio meno formale, più incentrato sulla condivisione e sulla cucina regionale creativa. A Milano, all’interno del prestigioso Palazzo Fendi, il noto gruppo Langosteria ha aperto un grande spazio su più piani che include PEPE – barra italiana. Questo concept si concentra sulla rivisitazione delle ricette italiane “da bar” e dei classici della tradizione: l’offerta spazia dai fritti di scuola romana (supplì e crocchette) e tramezzini creativi, a porzioni di pasta servite in piccoli assaggi e grandi classici regionali pensati per la condivisione.
Sia a Milano che a Roma, l’innovazione è particolarmente evidente nel settore della pizza e delle trattorie evolute. Molte nuove pizzerie stanno sperimentando impasti a lunga maturazione (alta idratazione) e topping che esaltano la stagionalità e l’identità regionale, il tutto accompagnato da una carta di vini naturali e fermentati. Le aperture romane di novembre 2025 segnalano l’arrivo di chef di fama come Diego Vitagliano nel quartiere Coppedè e format fermento-oriented come Fermento a Tivoli e Lando Tonda Romana, che combinano ricette tradizionali con impasti creativi e una forte attenzione alla lievitazione naturale.Queste novità confermano una chiara direzione per il futuro della ristorazione italiana: si privilegiano i format ibridi e gli ambienti easy-chic, dove la cucina regionale viene reinterpretata con alta tecnica e una forte identità social. Il successo di questi modelli dimostra che il mercato premia la capacità di mantenere l’autenticità dei sapori, riducendo al contempo la formalità dell’esperienza.





