Termoli si colora di nuova vita grazie all’arte urbana. È in corso il progetto “Sopra l’Onda”, un’iniziativa di recupero urbano che punta a valorizzare spazi a rischio degrado trasformandoli in luoghi di creatività, socialità e cultura.
Protagonisti sono 25 street artist provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Abruzzo, Puglia e Molise, che da questa mattina sono al lavoro lungo la rotonda di Rio-Vivo. Qui, le pareti in cemento della strada che conduce al parco comunale stanno cambiando volto grazie a murales e graffiti coloratissimi, capaci di dare nuova energia a un’area molto frequentata da sportivi, famiglie e cittadini.
Giovani artisti in prima linea
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è la partecipazione di ragazzi giovanissimi, tra gli 11 e i 14 anni, che hanno deciso di mettersi in gioco accanto ad artisti più esperti. La street art diventa così un’occasione di crescita e formazione, ma anche uno strumento educativo capace di trasmettere valori come rispetto, collaborazione e senso di appartenenza al territorio.
Arte come motore di rigenerazione
Il progetto “Sopra l’Onda” rientra nel Festival Adriatika – Festival di migrazioni creative, curato da Giandomenico Sale e promosso da Frentania Teatri. L’obiettivo è chiaro: ampliare la mappa degli interventi urbani coinvolgendo artisti e cittadini in un processo creativo collettivo.
“L’arte urbana non è solo estetica – spiegano gli organizzatori – ma diventa un motore di trasformazione sociale e culturale. Ogni murales non è soltanto un disegno, ma un segno di comunità, un invito a prendersi cura degli spazi condivisi”.
Ad arricchire il progetto, Adriatika integra anche performance di teatro e danza site-specific, pensate per dialogare con gli ambienti rigenerati e renderli nuovamente vivi anche attraverso il linguaggio performativo. In questo modo, il recupero urbano non si limita alla pittura murale, ma diventa un’esperienza multisensoriale che unisce arti visive, musica e spettacolo.
Un ritorno alle origini
Il direttore artistico Moe ha ricordato con emozione le origini di questa esperienza: “Siamo tornati qui, dove 27 anni fa è nata questa manifestazione. Era il 1998 e, insieme ad altri due amici, Paolo e Jonny, appassionati di cultura hip-hop, decidemmo di organizzare il primo evento jam a Termoli. Da allora siamo andati avanti per almeno dieci edizioni e oggi siamo tornati dove tutto è cominciato”.
Quella che all’inizio era una piccola iniziativa locale, oggi è diventata un progetto di respiro nazionale, capace di coinvolgere professionisti dell’arte urbana, istituzioni, associazioni culturali e semplici cittadini.
L’arte urbana come linguaggio universale
La street art è ormai riconosciuta come una delle forme espressive più potenti per dialogare con le comunità e riqualificare spazi dimenticati. A Termoli, le opere degli artisti diventano veri e propri manifesti di bellezza e rinascita, capaci di raccontare la storia della città e, allo stesso tempo, di proiettarla verso il futuro.
Il colore sostituisce il grigio, i disegni cancellano il degrado e i muri si trasformano in tele su cui scrivere nuove storie collettive. Non è solo estetica, ma un messaggio di identità e orgoglio che lega le nuove generazioni alla città.
Un impatto duraturo
Gli organizzatori sottolineano come il progetto avrà ricadute non soltanto artistiche ma anche sociali e turistiche. Le aree rigenerate diventeranno infatti nuovi punti di interesse culturale e attrattivo per i visitatori, inserendosi nei percorsi urbani e contribuendo alla valorizzazione del territorio molisano.
Il Festival Adriatika, giunto a una nuova edizione, si conferma così un tassello fondamentale nel panorama culturale del centro-sud Italia, capace di unire tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione.
Con 25 street artist all’opera e decine di giovani coinvolti, Termoli si prepara a diventare un laboratorio a cielo aperto, un luogo dove il passato incontra il presente e il futuro prende forma attraverso i colori.
Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.





