La “Deposizione di Cristo”, uno dei soggetti più toccanti e ricchi di significato dell’iconografia cristiana, rappresenta la conclusione della vita terrena di Gesù e anticipa il momento della Resurrezione. È un momento di intenso dolore umano, che ha offerto agli artisti l’occasione di esplorare sentimenti profondi come la compassione, la pietà e il lutto.
Questo tema ha assunto un ruolo centrale nell’arte sacra, diventando il pretesto per sperimentazioni formali, ricerche prospettiche e simbologie spirituali. Ogni artista ha saputo interpretare la scena in modo personale, riflettendo le tensioni culturali e religiose del proprio tempo: dal senso di equilibrio e armonia del primo Rinascimento, fino all’espressività drammatica ed eclettica del Manierismo.
Andrea Mantegna– “Cristo morto”

Conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano e databile tra gli anni Settanta e Ottanta del Quattrocento, l’opera rappresenta il corpo di Cristo nel sudario. Sulla sinistra compaiono alcune figure: la Vergine affranta, Giovanni assorto nella preghiera, e probabilmente Maria Maddalena, travolta dal dolore. La scena colpisce per la forza del punto di vista scorciato, che ne accentua il pathos ed evidenzia le piaghe ancora aperte sulle mani e sui piedi.
Raffaello Sanzio – “Deposizione Borghese”

Realizzata tra il 1507 e il 1508, la “Deposizione Borghese” di Raffaello è conservata alla Galleria Borghese di Roma. L’opera mostra il corpo di Cristo sorretto da due giovani, mentre la Vergine sviene, sostenuta da altre figure. Raffaello combina armoniosamente la composizione classica con un’intensa espressione emotiva, evidenziando la sua maestria nel rendere la grazia e l’armonia anche nel dolore e nel dramma.
Michelangelo Buonarroti – “Pietà Bandini”

Conosciuta anche come “Deposizione”, la “Pietà Bandini” di Michelangelo è una scultura incompiuta conservata nel Museo dell’Opera del Duomo a Firenze. L’opera, realizzata tra il 1547 e il 1555 quando l’artista era ormai anziano, mostra Cristo sostenuto dalla Vergine, dalla Maddalena e da Nicodemo, il cui volto è un autoritratto dell’artista. La scultura, stilisticamente lontana dalla più nota “Pietà” di San Pietro, riflette la meditazione personale dell’inquieto Michelangelo sulla morte e la salvezza.
Rosso Fiorentino – “Deposizione

La “Deposizione” di Rosso Fiorentino, realizzata nel 1521 per la chiesa di San Francesco a Volterra, è una delle espressioni più compiute dell’eclettismo e della stravaganza dello stile manierista. La scena è caratterizzata da una composizione complessa, con figure dinamiche e un uso audace del colore. Il corpo di Cristo è calato dalla croce con l’aiuto di scale, creando una rappresentazione teatrale e intensa del momento.
Jacopo Pontormo – “Deposizione dalla Croce”

Dipinta tra il 1526 e il 1528 per la Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze, l’opera di Pontormo è un capolavoro del Manierismo. Le figure sono allungate e i colori vivaci, in una visione quasi onirica priva di riferimenti spaziali concreti. La composizione circolare e l’assenza della croce accentuano il senso di sospensione nel tempo e nello spazio.
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