Nel 2026 lโinverno smette di essere una stagione di attesa per la ristorazione italiana e diventa spazio creativo centrale. Cavoli, radici, legumi secchi, agrumi, conserve, affumicature e fermentazioni stagionali entrano nei menรน come protagonisti.
La cucina invernale valorizza profonditร , lentezza e piatti di sostanza, opponendosi alla standardizzazione annuale delle materie prime. Il freddo diventa occasione narrativa, non limite produttivo, restituendo dignitร gastronomica alla stagionalitร reale.
La stagionalitร si riafferma come principio culturale e identitario, restituendo senso al tempo, al territorio e alla cucina come pratica legata al ciclo naturale.





