Nel 2025 si assiste a un ritorno deciso delle trattorie storiche italiane, rilanciate da nuove generazioni di ristoratori che scelgono di preservare le ricette tradizionali aggiornando servizio, comunicazione e gestione. Sempre più locali aperti tra gli anni ’50 e ’80 vengono rilevati da figli o giovani imprenditori che mantengono i piatti iconici come ossobuco, bolliti, pasta al forno e zuppe regionali.
Il rinnovamento passa da menù più essenziali, ingredienti selezionati e maggiore attenzione alla stagionalità. Le trattorie tornano a essere luoghi di identità culinaria, con prezzi accessibili e un forte legame con il quartiere. La semplicità diventa valore, in risposta a un mercato saturo di format complessi e fine dining costoso.
Questo modello incontra il favore sia del pubblico locale sia dei turisti, che cercano esperienze autentiche e non costruite. Molti locali stanno registrando il tutto esaurito soprattutto nei weekend, grazie anche alla visibilità ottenuta sui social e sulle guide digitali.
Il ritorno delle trattorie storiche rafforza il patrimonio gastronomico italiano, dimostrando che le ricette classiche restano centrali se accompagnate da qualità e coerenza.





