Nel 2026 si consolida il turismo residenziale temporaneo, con viaggiatori che scelgono soggiorni di medio-lungo periodo in città minori, borghi e aree rurali italiane. Lavoro da remoto, qualità della vita e costi sostenibili diventano le principali motivazioni di viaggio.
Questo fenomeno ridisegna il rapporto tra turismo e territorio. Le destinazioni si attrezzano con servizi digitali, connessioni affidabili, spazi di lavoro e alloggi funzionali, favorendo l’integrazione dei visitatori nella vita quotidiana locale.
Il confine tra turista e residente si fa più sottile. Chi soggiorna a lungo partecipa alla vita del luogo, utilizza servizi di prossimità, crea relazioni e contribuisce in modo continuativo all’economia locale.
Dal punto di vista territoriale, il turismo residenziale riduce la stagionalità, distribuisce i flussi nel tempo e sostiene aree meno centrali. Allo stesso tempo promuove una forma di viaggio più lenta, relazionale e sostenibile.
Nel 2026 questo modello apre una nuova fase del turismo italiano, basata sulla continuità, sull’abitare temporaneo e su un rapporto più profondo tra persone e luoghi.





