Il Museo della Scuola Romana, situato nel prestigioso Casino Nobile di Villa Torlonia, riapre al pubblico il 17 ottobre 2025 con un riallestimento che offre una visione approfondita della storia, dell’arte e della vita nella capitale tra le due guerre mondiali. Questa nuova disposizione espositiva rappresenta un importante aggiornamento dopo quasi vent’anni dalla prima inaugurazione del museo, consolidando la sua funzione di luogo di cultura e di approfondimento della scena artistica italiana del Novecento.
L’allestimento comprende circa 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e incisioni, provenienti dalla collezione permanente del museo e da prestiti concessi da privati, eredi di artisti e altre istituzioni. Tra queste opere spicca la celebre serie di vedute della città nota come “Collezione Roma”, concessa da BNL BNP Paribas, che offre uno sguardo originale sulla capitale, esplorando i grandi cambiamenti urbanistici e sociali che hanno caratterizzato Roma tra le due guerre mondiali.
Il percorso espositivo del museo è stato progettato secondo criteri museografici moderni e con un’attenzione particolare alla didattica e all’inclusività. La disposizione delle opere si sviluppa senza suddivisione rigida in capitoli, ma seguendo una logica tematica che consente al visitatore di comprendere la complessità della produzione artistica romana del periodo. Il museo racconta così i principali contesti, movimenti ed espressioni artistiche della capitale, tra cui la Scuola di Via Cavour e gli artisti di Villa Strohl Fern, offrendo al pubblico una lettura chiara e coinvolgente del panorama artistico tra le due guerre.
L’allestimento pone un’attenzione particolare alla rappresentazione della città di Roma, attraverso sezioni dedicate a paesaggi urbani, cantieri, e scenari quotidiani, con uno sguardo sia realistico sia simbolico della capitale. Questa prospettiva permette di osservare come l’arte abbia riflettuto e interpretato i profondi cambiamenti sociali e urbanistici, rivelando la vitalità culturale della città anche in un periodo segnato da tensioni politiche ed economiche.
Il percorso propone inoltre una panoramica dei principali movimenti artistici del tempo. Il “Ritorno all’ordine” e la rilettura della tradizione italiana emergono nelle opere di Carlo Socrate e Quirino Ruggeri, mentre il “Realismo magico” è rappresentato da Antonio Donghi, Francesco Alessandro Di Cocco, Francesco Trombadori e Riccardo Francalancia. L’espressionismo visionario trova interpreti in Ferruccio Ferrazzi, mentre gli artisti della Scuola di Via Cavour, come Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Scipione, si distinguono per una forte ricerca anti-accademica. Altri movimenti e stili, tra cui il tonalismo e il realismo documentario, sono testimoniati rispettivamente dalle opere di Corrado Cagli, Emanuele Cavalli, Roberto Melli, Guglielmo Janni e di artisti come Eva Quajotto, Antonio Barrera, Domenico Quattrociocchi e Odoardo Ferretti. Infine, le nuove tendenze realiste, maturate a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, sono visibili nelle opere di Alberto Ziveri, Fausto Pirandello, Renato Guttuso e del giovane Renzo Vespignani.
Il museo riserva anche un’attenzione speciale alla scultura e all’incisione. Tra i protagonisti spiccano Pericle Fazzini, Mirko Basaldella, Leoncillo Leonardi e Luigi Bartolini, un maestro dell’incisione. Non mancano le voci femminili, spesso trascurate in altri contesti, con artiste come Edita Broglio, Leonetta Cecchi Pieraccini, Adriana Pincherle, Katy Castellucci, Pasquarosa, Maria Immacolata Zaffuto e Maria Letizia Giuliani Melis, le quali contribuiscono a una narrazione più completa e inclusiva del panorama artistico romano.
Il riallestimento del Museo della Scuola Romana è stato promosso e curato dalla Sovrintendenza Capitolina, in collaborazione con Zètema, e realizzato grazie al lavoro scientifico di Federica Pirani, Claudio Crescentini, Antonia Rita Arconti, Annapaola Agati ed Elena Scarfò. L’allestimento fisico è stato curato da Stefano Busoni e Andrea Pesce Delfino, che hanno reso il percorso museale moderno, accessibile e coinvolgente per ogni visitatore.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dichiarato che il nuovo allestimento valorizza il ruolo significativo di Roma come punto d’incontro e di condivisione per artisti di diversa formazione e provenienza. Nonostante il contesto storico complesso e a tratti drammatico, la generazione di artisti attivi tra le due guerre ha dimostrato come l’arte e la cultura possano fiorire, generando energia, innovazione e dialogo, anche nei momenti più difficili.
Il Museo della Scuola Romana, istituito nel 2006 grazie alla collaborazione tra Roma Capitale e un gruppo di studiosi, collezionisti ed eredi di artisti, rappresenta oggi una testimonianza preziosa e aggiornata del patrimonio figurativo prodotto a Roma tra le due guerre, confermandosi come tappa imprescindibile per chi desidera approfondire la storia e l’arte della capitale italiana nel Novecento.
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