La cucina italiana continua a rappresentare uno dei biglietti da visita più forti e riconosciuti del nostro Paese nel mondo. Tra le eccellenze che meglio raccontano l’identità nazionale ci sono i primi piatti, simbolo di tradizione, creatività e qualità. Proprio a questi sarà dedicata l’edizione 2025 de “I Primi d’Italia”, il festival che ogni anno trasforma Foligno in un palcoscenico gastronomico unico, unendo sapori, cultura e valorizzazione del Made in Italy.
Alla presentazione della rassegna, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso parole di grande apprezzamento. “Siamo stati lieti di ospitare al ministero gli organizzatori di questo importante momento che promuove i primi piatti d’Italia come racconto di un’eccellenza della trasformazione attraverso i cuochi, attraverso le imprese di ristorazione e le nostre industrie”, ha dichiarato.
Il ministro ha sottolineato come eventi di questo genere non siano solo occasioni di festa, ma veri strumenti per valorizzare l’intera filiera agroalimentare italiana. Dai produttori agricoli agli chef, dalle imprese della ristorazione alle aziende di trasformazione, ogni attore contribuisce a dare forma a un patrimonio che ha radici profonde nella storia ma che guarda costantemente al futuro.
Foligno, splendida città umbra che ospita il festival, diventa così simbolo di un’Italia capace di custodire la tradizione con “i piedi ben saldi nella propria storia” e allo stesso tempo di aprirsi all’innovazione. Un equilibrio che rappresenta al meglio la vocazione del Made in Italy: qualità autentica, ma anche capacità di reinventarsi e restare competitivo sui mercati internazionali.
Lollobrigida ha inoltre ricordato un traguardo importante: “Quest’anno ci auguriamo che la cucina italiana diventi oggetto di tutela dell’Unesco. Ogni evento di questa natura ci permette di raccontare e raccontarci, mettendo in condizione di comprendere quanto valgano le nostre eccellenze, non solo a noi che già le conosciamo, ma anche a chi non è ancora entrato in contatto con esse.”
Il riconoscimento Unesco, se confermato, rappresenterebbe una consacrazione per la cucina italiana, già apprezzata e amata in tutto il mondo. Non si tratta solo di cibo, ma di un patrimonio culturale che unisce comunità, territori e tradizioni. In questo senso, festival come I Primi d’Italia svolgono un ruolo chiave: portano alla ribalta piatti iconici, ma anche ricette regionali meno conosciute, contribuendo a diffondere un’immagine autentica e completa del nostro patrimonio gastronomico.
L’evento di Foligno, giunto a una nuova edizione di grande rilievo, offrirà come sempre degustazioni, laboratori, spettacoli e momenti di confronto. Saranno protagonisti non solo i primi piatti più celebri come la pasta, il risotto o la polenta, ma anche varianti creative e nuove interpretazioni che testimoniano la vitalità della cucina italiana.
Un’occasione, quindi, per celebrare l’Italia in tavola, ma anche per sostenere il turismo e l’economia locale. I visitatori, provenienti da tutta la penisola e dall’estero, potranno vivere un’esperienza immersiva, scoprendo la bellezza dell’Umbria e le sue eccellenze enogastronomiche.
In un periodo in cui la destagionalizzazione del turismo diventa sempre più importante, manifestazioni come questa contribuiscono a portare visitatori anche al di fuori dei mesi estivi, offrendo alle città d’arte e ai borghi una nuova linfa vitale.
Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: il Made in Italy non è solo un marchio, ma un patrimonio collettivo da proteggere e valorizzare. La cucina italiana è un linguaggio universale, capace di unire persone diverse intorno a un tavolo e di raccontare la nostra identità meglio di qualunque altra cosa.
L’attesa per l’edizione 2025 de I Primi d’Italia è già alta, e tutto lascia presagire un successo in linea con le edizioni precedenti. Foligno si prepara a diventare capitale dei primi piatti, in una festa che sarà al tempo stesso celebrazione della tradizione e sguardo verso il futuro.
Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.






