La Polizia di Stato italiana ha conseguito un importante successo nel contrasto alla criminalità organizzata intercettando una sofisticata rete di contrabbando di sigarette che operava attraverso il porto di Genova. L’elemento di novità e di maggior interesse dell’operazione risiede nel metodo utilizzato dal gruppo criminale: il trasporto della merce di contrabbando avveniva tramite cargo bike elettriche. Questa tattica ha permesso ai contrabbandieri di muoversi agilmente all’interno della vasta area portuale e delle zone limitrofe, eludendo i controlli stradali e le restrizioni al traffico pesante, sfruttando al contempo la crescente popolarità della mobilità green per scopi illeciti.
L’operazione, condotta dalle unità investigative della Guardia di Finanza e della Polizia di Frontiera, ha portato al sequestro di diverse tonnellate di sigarette di contrabbando, prive del marchio del Monopolio di Stato e destinate al mercato nero italiano ed europeo. La merce era abilmente nascosta all’interno di container e veniva prelevata in piccoli lotti per essere trasportata verso hub di stoccaggio periferici attraverso le cargo bike, che garantivano velocità e discrezione. L’indagine ha svelato un complesso meccanismo logistico che coinvolgeva diversi soggetti, inclusi addetti portuali infedeli, e ha portato all’arresto di diversi membri della banda.
Il fenomeno del contrabbando di sigarette, sebbene in diminuzione rispetto al passato grazie ai controlli transfrontalieri, rimane una fonte significativa di finanziamento per la criminalità organizzata. L’uso di veicoli elettrici, insolito in questo tipo di reati, evidenzia la necessità per le forze dell’ordine di adattare costantemente le loro tecniche di sorveglianza e intercettazione alle nuove strategie criminali, che sfruttano le infrastrutture e le tecnologie emergenti.




