Nasce ad Agrigento un Pinocchio antimilitarista e colonne in tetrapak

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Ad Agrigento, capitale italiana della cultura 2025, prende vita un progetto artistico unico che trasforma i rifiuti in simboli di impegno civile e creativo. Grazie all’ingegno di Edoardo Malagigi, due installazioni nate dal tetrapak – materiale di uso quotidiano spesso considerato rifiuto – comunicano messaggi complementari: un Pinocchio antimilitarista e tre colonne che omaggiano il Tempio della Concordia. Le opere, intitolate rispettivamente Pinocchio e End Game, sono state inaugurate il 20 settembre, la prima nel refettorio del monastero di Santo Spirito e la seconda in Piazza Marconi, e resteranno esposte fino al 14 dicembre.

Malagigi, artista e designer impegnato da oltre cinquant’anni nella valorizzazione dei materiali di scarto, spiega che il progetto nasce dal desiderio di dare nuova vita al tetrapak, un rifiuto familiare e quotidiano. “In questo caso abbiamo voluto entrare nel mondo della storia, riproducendo simboli iconici come le colonne”, afferma l’artista. Le installazioni, monomateriche e policrome, sono arricchite da dettagli scintillanti in cui i brand del tetrapak compaiono come piccole finestrelle, creando un effetto visivo sorprendente e contemporaneo.

Il progetto ha coinvolto direttamente i giovani delle scuole della provincia: laboratori collettivi sul riciclo hanno permesso agli studenti di partecipare attivamente all’assemblaggio delle opere. “Vedere i ragazzi collaborare con Edoardo Malagigi è stata una gioia: hanno compreso, forse anche prima di noi adulti, l’urgenza dei messaggi lanciati”, dichiara Giuseppe Parello, direttore generale di Agrigento2025. L’iniziativa si inserisce in un programma più ampio che include altri eventi culturali, come Concordia e Hospitium, che esplorano temi di accoglienza e valorizzazione della scrittura femminile, contribuendo a rendere tangibile la presenza di Agrigento come capitale della cultura.

Il Pinocchio antimilitarista, collocato in Piazza Marconi, rappresenta una figura seduta e stanca, dipinta di grigio, con immagini di armi tatuate sul corpo. L’opera è una potente metafora contro la guerra e invita a riflettere sulla necessità di bloccare la vendita di armamenti. Il nome End Game richiama la fine dei giochi bellici e rende omaggio al pensatore della non violenza Danilo Dolci. Questa scultura è già diventata un punto di incontro per cittadini e visitatori, tra selfie, curiosità e riflessioni.

Le opere realizzate da Malagigi combinano estetica, messaggio sociale e sostenibilità. Il supporto tecnologico di R3direct, realtà toscana specializzata nella produzione sostenibile con stampa 3D, ha permesso di utilizzare materiali riciclati e riciclabili, integrando l’innovazione tecnologica con la creatività artistica. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui arte e attivismo si incontrano, trasformando materiali di scarto in strumenti di comunicazione e sensibilizzazione.

Il progetto ha suscitato grande interesse anche per la capacità di stimolare la partecipazione attiva della comunità. Bambini, studenti e cittadini hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con i temi della sostenibilità, della pace e del patrimonio culturale, comprendendo l’importanza della collaborazione tra istituzioni culturali, artisti e scuole. Il dialogo con il pubblico è stato arricchito da workshop, visite guidate e momenti di interazione diretta con le installazioni.

L’iniziativa di Agrigento conferma come l’arte contemporanea possa trasformare la città in un laboratorio di creatività e responsabilità sociale, facendo emergere nuove prospettive e sensibilità civiche. Il connubio tra materiali riciclati, messaggi antimilitaristi e valorizzazione del patrimonio storico rende questo progetto un esempio significativo di come l’arte possa educare, stimolare la riflessione e promuovere la cultura della pace.

In conclusione, le installazioni di Malagigi rappresentano una delle esperienze più innovative del calendario di Agrigento capitale italiana della cultura 2025, sottolineando il ruolo fondamentale dell’arte come strumento di comunicazione, educazione e impegno civico. Pinocchio e le colonne in tetrapak non sono solo opere artistiche, ma veri e propri catalizzatori di dialogo tra generazioni e cittadini, in grado di ispirare la comunità a riflettere sulle sfide contemporanee, dall’antimilitarismo alla sostenibilità ambientale.

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