L’Italia con gli occhi di una expat

Made in ItalyL’Italia con gli occhi di una expat

Le cose che ci mancano quando siamo lontani, anche se il mondo ci chiama

La voglia di viaggiare, di esplorare e di imparare non passerà mai. Continuerò il mio cammino per il mondo a tempo indeterminato.
Ma ci sono cose della mia terra che nessun posto potrà mai darmi.

Guardando i viaggiatori e le persone che hanno lasciato l’Italia in cerca di fortuna, di un lavoro migliore o di nuove avventure, mi sono sempre chiesta cosa si provasse.

Come si vedesse l’Italia da “fuori”, da lontano. Ora che sono anch’io un’italiana all’estero, l’ho finalmente capito.

Viaggiando e stando lontana da casa per così tanto tempo, ho riscoperto quanto le piccole cose, che prima davo per scontate, siano in realtà preziose.
E quindi, mi permetto di stilare, a nome di molti expat (o quasi), una lista delle cose che ci mancano di più dell’Italia.

Il cibo

In cima alla lista, ovviamente.

Nonostante abbia provato innumerevoli cucine: dalla speziata singalese, alla raffinata francese, alla travolgente thailandese, alla piccante messicana… il cibo italiano resta per me il più equilibrato, il più gustoso, il più “casa”.
Non lo cambierei per nulla al mondo.

Le nostre città

Milano, Roma, Catania… sono trafficate, sì. Caotiche, anche. Ma hanno un ordine tutto loro, un equilibrio speciale.

Non sono perfette come le città del Nord Europa, ma nemmeno polverose e disordinate come le megalopoli del Sud-est asiatico.
Hanno un’anima tutta loro.

La storia ovunque

Ogni via, ogni angolo racconta una storia.

Dalle sfarzose chiese di Palermo alla piazza affacciata sul mare di Trieste, dalla via Marina di Reggio Calabria al Colosseo, passando per i vicoli di Napoli… potrei andare avanti all’infinito.

La classe italiana

Il senso dello stile, anche nel quotidiano. La moda non è solo industria: è un modo di stare al mondo e di esprimersi.

La lingua

Ormai parlo quasi sempre inglese, ma l’italiano mi manca. Ci sono parole che non si traducono, sfumature che nessun’altra lingua riesce a rendere.
E nessuna è così musicale, così romantica.

I tramonti

Quelli sul mare della mia Calabria. Quelli dietro i palazzi del CityLife a Milano. Quelli che ti fanno fermare per qualche secondo, ovunque tu sia.

I treni in ritardo

Sì, perfino quelli. E gli scioperi nei weekend. Perché sono parte del pacchetto, e in fondo ci si affeziona anche a questo (solo quando dall’estero, però!).

Il profumo del pane

Quello delle panetterie la mattina presto, che invade le strade ancora addormentate.
Una carezza per il cuore.

E potrei continuare per ore.

Viaggiare mi ha insegnato ad amare l’Italia ancora più di prima.
Ma mi ha soprattutto insegnato che, anche se non cambierei mai il mio Paese con nessun altro, là fuori ci sono culture bellissime da vivere, storie da ascoltare, luoghi che ti riempiono il cuore e la mente.

E tornare a casa dopo tanti mesi è come quel cioccolatino accanto al caffè che il barista ti regala con un sorriso.

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