A Milano prende forma un appuntamento culturale capace di unire fotografia, parola e suono in un’esperienza intensa e profondamente contemporanea. Con “Legami Invisibili”, ospitata negli spazi di CMQ Salotto in Piazza Caiazzo 3 a Milano, il fotografo Francesco Bellina porta al pubblico un progetto che affronta con sensibilità e rigore uno dei temi più complessi del nostro tempo: le rotte migratorie tra Africa ed Europa e le storie umane che le attraversano.
La mostra, realizzata in collaborazione con Esserenero e curata da Rosa Cascone e CMQ Salotto, si inserisce nel quarto episodio del progetto espositivo Trame. Fin dal primo sguardo, l’esposizione si distingue per la sua capacità di trasformare la fotografia in uno strumento di testimonianza, riflessione e coinvolgimento emotivo. Bellina costruisce infatti un racconto visivo nato da un lungo viaggio tra Benin, Niger, Nigeria, Ghana e il Mar Mediterraneo, seguendo un percorso che conduce fino alle coste della Sicilia. Un itinerario geografico che diventa anche un viaggio dentro vicende spesso sommerse, dimenticate o raccontate solo in superficie.
Al centro della mostra emergono le storie di molte donne della comunità nigeriana, segnate da sfruttamento, coercizione e reti di controllo che si radicano già nei Paesi di partenza e si prolungano lungo tutto il tragitto migratorio. Bellina sceglie però di non cedere alla spettacolarizzazione del dolore. Il suo lavoro si muove invece con attenzione, cercando di restituire dignità ai volti, ai gesti e ai dettagli che compongono la trama invisibile di queste esistenze. Le immagini diventano così un invito a guardare oltre la cronaca, per cogliere la profondità sociale, culturale e spirituale di un fenomeno che interroga l’Europa intera.
“Legami Invisibili” nasce all’interno del più ampio progetto Oriri, parola che nella lingua Bini significa “spiriti” o “incubi”. Un termine evocativo, che racchiude la dimensione simbolica del percorso espositivo: da un lato i rituali iniziatici e religiosi che, in molti casi, vincolano psicologicamente le donne ai propri sfruttatori; dall’altro la dimensione traumatica e oscura del viaggio migratorio. La mostra riesce a tenere insieme entrambe queste dimensioni, costruendo una narrazione forte ma mai retorica.
A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente è l’intervento di Esserenero, che accompagna il lavoro fotografico con testi poetici e una ricerca sonoro-musicale sviluppata dalla voce di Nabi. I suoni, elaborati a partire dalle registrazioni raccolte durante i viaggi di Bellina, ampliano il campo percettivo della mostra e trasformano lo spazio in un ambiente immersivo. Non si tratta, dunque, soltanto di osservare fotografie, ma di entrare in una dimensione narrativa stratificata, dove immagine, parola e suono dialogano in modo continuo.
Il risultato è un evento di grande valore culturale, capace di coniugare qualità artistica e forza civile. “Legami Invisibili” non offre risposte semplici, ma apre domande necessarie sulle connessioni tra Africa ed Europa, sulle ferite delle migrazioni e sui legami, appunto invisibili, che uniscono storie individuali e responsabilità collettive.
Con questa iniziativa si apre anche una nuova stagione di appuntamenti culturali che sarà sostenuta e valorizzata da Codice Italia, impegnata nella promozione della cultura italiana attraverso eventi capaci di mettere in dialogo arte, società e visione internazionale.




