“Inabili alla morte”: trilogia teatrale di Pedini debutta a Go!2025 con una prima assoluta

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La scena culturale di Gorizia e Nova Gorica si anima con Inabili alla morte, un progetto teatrale ambizioso ideato e diretto da Giacomo Pedini, che prende vita nell’ambito del programma ufficiale della capitale europea Go!2025. L’iniziativa si propone come un racconto transfrontaliero dell’Europa centrale, capace di attraversare epoche, identità e confini culturali, offrendo al pubblico una prospettiva originale sulle trasformazioni storiche e sociali del continente.

Il progetto nasce dal capolavoro letterario di Joseph Roth, La cripta dei cappuccini, e si sviluppa in una trilogia teatrale articolata in tre atti distinti: i primi due in replica e il terzo in prima assoluta, accompagnata da tre radiodrammi in italiano e sloveno e da un libro edito da Bottega Errante Edizioni, che sarà presentato in anteprima nazionale a pordenonelegge il 19 settembre. L’intera esperienza narrativa e multimediale mira a connettere teatro, letteratura e radio, offrendo un percorso immersivo e transgenerazionale.

La trilogia comprende i capitoli: La Cripta dei Cappuccini, Alla ricerca della lingua perduta e L’alba dopo la fine della Storia. Ogni atto approfondisce temi legati alla memoria storica, all’identità culturale e alla complessità delle trasformazioni sociali europee, mantenendo al centro la linea narrativa iniziale di Roth, ma ampliandola con nuove prospettive e contaminazioni artistiche.

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione e il sostegno di GO!2025, ed è coprodotto da Associazione Mittelfest e Sng Nova Gorica, garantendo una collaborazione tra istituzioni culturali italiane e slovene. Grazie a questo approccio transfrontaliero, Inabili alla morte rappresenta un modello di integrazione artistica tra diverse tradizioni europee, valorizzando la storia comune dell’Europa centrale e le connessioni culturali tra Italia e Slovenia.

Le rappresentazioni teatrali si svolgono tra oggi e il 18 settembre. Il primo capitolo, La Cripta dei Cappuccini, è in replica oggi alle 19 al Teatro Verdi di Gorizia, mentre il secondo atto, Alla ricerca della lingua perduta, sarà in scena domani alle 20 e nuovamente il 18 settembre alle 17 presso l’Sng Nova Gorica. Il culmine dell’evento è rappresentato dal terzo e ultimo atto, L’alba dopo la fine della Storia, che debutterà il 18 settembre alle 20 al Teatro Verdi di Gorizia. Questo capitolo, testo originale e indipendente di Paolo Di Paolo, per la regia di Giacomo Pedini, riprende gran parte del cast del primo atto – tra cui Primož Ekart, Francesco Migliaccio, Woody Neri, Alberto Pirazzini, Camilla Semino Favro e Matilde Vigna – e prosegue idealmente la vicenda lungo una linea temporale più ampia, combinando continuità narrativa e innovazione drammaturgica.

Il terzo atto si distingue per l’approccio sperimentale, che mescola teatro e live cinema, verità documentarie e artifici scenici, creando un racconto capace di attraversare con leggerezza e tensione gli anni ’90 fino agli anni 2000. La messa in scena esplora il contrasto tra realtà percepita e manipolazione dei media, offrendo al pubblico una riflessione sulla memoria collettiva e sul ruolo delle narrazioni culturali nella costruzione dell’identità europea.

I radiodrammi in italiano e sloveno completano l’esperienza, consentendo a un pubblico più ampio di interagire con la trilogia anche fuori dal teatro. Parallelamente, il libro edito da Bottega Errante Edizioni rappresenta una naturale estensione letteraria del progetto, permettendo al lettore di approfondire le tematiche esplorate sul palco e di rivivere i dialoghi e le scene in forma scritta, consolidando così la sinergia tra performance teatrale e produzione editoriale.

Pedini e il suo team hanno puntato su un linguaggio teatrale innovativo e multimediale, dove ogni elemento – dalla recitazione alla scenografia, dalla musica agli effetti cinematografici – contribuisce a costruire un racconto avvolgente. La trilogia non solo rende omaggio al patrimonio letterario di Roth, ma lo reinventa, integrando nuove voci e prospettive, e trasformando la storia in un’esperienza immersiva che trascende i confini tradizionali del teatro.

Inabili alla morte si conferma quindi come uno degli appuntamenti più significativi del programma Go!2025, capace di unire cultura, memoria e innovazione artistica. La trilogia non è solo un viaggio nel passato dell’Europa centrale, ma anche un’indagine sulle complessità contemporanee, con uno sguardo critico e poetico sul modo in cui le storie e le identità si costruiscono e si trasformano. Il debutto in prima assoluta del terzo atto rappresenta l’epilogo di un progetto culturale che ambisce a diventare un riferimento per la scena teatrale transfrontaliera, aprendo nuove possibilità per la collaborazione artistica tra Italia e Slovenia.

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