Il Ministero degli Affari Esteri (MAE) italiano ha aperto al pubblico la sua significativa collezione d’arte contemporanea ospitata a Palazzo della Farnesina a Roma, nell’ambito dell’iniziativa “Farnesina Porte Aperte”. Le visite gratuite si sono tenute dal 17 al 22 dicembre, con l’obiettivo di sottolineare l’importanza dell’arte come “strumento di diplomazia culturale”. I visitatori, che hanno dovuto registrarsi in anticipo sul sito del Ministero, hanno potuto ammirare la collezione che fa della Farnesina l’edificio pubblico con il piรน alto numero di opere di artisti italiani contemporanei, sebbene la maggior parte sia concessa in prestito temporaneo da fondazioni, musei e dagli stessi artisti.
La collezione offre una panoramica completa dei principali movimenti artistici italiani del XX secolo, spaziando dall’Art Nouveau al Futurismo (con opere di Giacomo Balla e Umberto Boccioni), dalla Metafisica di Giorgio De Chirico, all’Arte Povera e alla Transavanguardia. Tra gli artisti presenti spiccano nomi di calibro internazionale come Carla Accardi, Alberto Burri, Piero Dorazio, Michelangelo Pistoletto e Pietro Ruffo. Gran parte della collezione รจ stata assemblata sotto la guida di Maurizio Calvesi, uno dei maggiori esperti di arte moderna italiana, con l’obiettivo di rappresentare all’estero la ricchezza e la vitalitร della creativitร nazionale.Il tema centrale di questa edizione straordinaria รจ stata la celebrazione del 70ยฐ anniversario delle Nazioni Unite e dei 60 anni dell’Italia nell’ONU. Per l’occasione, รจ stata allestita una mostra di materiale d’archivio che include discorsi, lettere, telegrammi e fotografie che ripercorrono la storia diplomatica del Paese all’interno dell’organismo internazionale. Il Palazzo della Farnesina stesso รจ un’opera storica: fu progettato nel 1935 come sede del Partito Nazionale Fascista e, dopo l’interruzione dei lavori durante la Seconda Guerra Mondiale, รจ diventato sede del Ministero degli Esteri nel 1959, caratterizzato dall’architettura simmetrica e monumentale degli anni ’30.




