Nel 2026 l’Emilia-Romagna lancia un ambizioso piano di sviluppo culturale fondato sulla creazione di distretti tematici dedicati a cinema, musica e archivi sonori. Le città di Bologna, Rimini, Parma e Ferrara vengono collegate in una rete interconnessa di produzione, conservazione e divulgazione culturale, superando la logica dell’evento isolato e temporaneo.
Il progetto integra cineteche, festival cinematografici, archivi musicali storici, spazi di produzione contemporanea e luoghi di formazione. La cultura viene trattata come infrastruttura stabile, capace di generare continuità progettuale, occupazione creativa e ricerca. Le residenze artistiche permettono a musicisti, registi e studiosi di lavorare a stretto contatto con materiali d’archivio, dando vita a nuove opere che nascono dalla memoria.
Un elemento centrale è la valorizzazione degli archivi sonori, che vengono progressivamente digitalizzati e resi accessibili come patrimonio collettivo. Registrazioni storiche, musica popolare, radio d’epoca e sperimentazioni sonore diventano strumenti di educazione, ricerca e nuova produzione culturale.
I distretti favoriscono anche il coinvolgimento attivo di scuole e università, rafforzando il legame tra formazione, ricerca e territorio. Studenti e giovani professionisti vengono inseriti in percorsi di apprendimento che uniscono teoria e pratica.
Con questo piano, l’Emilia-Romagna consolida il proprio ruolo di laboratorio culturale avanzato, in cui memoria storica e creatività contemporanea convivono. La cultura diventa così motore di sviluppo sostenibile e strumento di costruzione dell’identità regionale.





