Nel panorama gastronomico del 2025 i dolci regionali italiani tornano centrali nei menù dei ristoranti, sostituendo dessert internazionali standardizzati come cheesecake, brownies e preparazioni globali replicate ovunque. Cresce la presenza di ricette territoriali, spesso legate alla tradizione domestica e alle festività locali.
Torte da credenza, dolci al cucchiaio, biscotti rustici e preparazioni stagionali vengono riscoperti e valorizzati come parte integrante dell’esperienza gastronomica. Pasticceri e chef lavorano su ricette storiche, alleggerendole dove necessario ma mantenendo fedeltà agli ingredienti originari e alle tecniche tradizionali.
Il dessert smette di essere un momento isolato e diventa estensione coerente del menù salato, rafforzando il racconto del territorio. Ogni dolce rappresenta una chiusura narrativa del pasto, capace di evocare luoghi, stagioni e memorie collettive.
Questa scelta incontra il favore dei turisti, sempre più curiosi di scoprire sapori locali autentici e meno interessati a proposte già conosciute. Allo stesso tempo, rafforza l’identità culinaria italiana, proteggendo un patrimonio dolciario spesso meno raccontato rispetto alla cucina salata.
Il ritorno ai dolci regionali dimostra come la semplicità e la specificità territoriale possano diventare un valore competitivo. Meno mode globali e più identità: il dessert torna a essere un racconto culturale prima ancora che una prova tecnica.





