Nel 2025 la cucina del crudo di mare si afferma come segmento maturo e consapevole della ristorazione italiana, in particolare lungo le coste adriatiche e tirreniche. Non si tratta più di una proposta limitata a pochi piatti iconici, ma di vere e proprie carte dedicate al crudo, costruite su basi tecniche solide e su una profonda conoscenza del prodotto.
Pesce azzurro, molluschi e crostacei locali vengono selezionati con attenzione alla stagionalità, alla provenienza e alla freschezza, nel pieno rispetto delle normative sanitarie. Abbattimento, conservazione e lavorazione seguono protocolli rigorosi, rendendo la sicurezza alimentare un elemento centrale dell’esperienza gastronomica.
Il crudo viene spesso accompagnato da marinature leggere, oli extravergini regionali, agrumi, erbe spontanee e sale marino, con l’obiettivo di esaltare la materia prima senza coprirne l’identità. A differenza di modelli internazionali, la cucina italiana del crudo rivendica una propria specificità, legata al territorio costiero e alle tradizioni locali.
Questa tendenza rafforza una cultura gastronomica del mare basata su trasparenza, racconto e rispetto dell’ecosistema. Il cliente viene coinvolto nella storia del prodotto, del pescato e del luogo, trasformando il piatto in esperienza culturale. Il crudo di mare diventa così espressione autentica dell’identità costiera italiana, capace di unire tecnica, semplicità e territorio.





