Codici spezzati e guerre: la nuova frontiera della crittoanalisi

Cyber & TechCodici spezzati e guerre: la nuova frontiera della crittoanalisi

Dalle radio militari russe catturate in Ucraina all’arresto di Durov, fino ai computer quantistici: così si combatte oggi la guerra invisibile dei codici segreti. Cronache di un mondo a cui non tutti hanno accesso.

REPORTAGE DI ATTUALITA’ E TECNOLOGIA

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C’è una guerra che non fa rumore e non lascia macerie visibili, eppure determina l’esito dei conflitti moderni. È la guerra dei codici, di come la crittoanalisi (la disciplina che studia come decifrare messaggi cifrati senza conoscere la chiave segreta), si sia trasformata in qualcosa che va oltre la semplice sfida matematica.

Il caso Azart. Le radio militari russe Azart (P-187P1) erano considerate il vertice della tecnologia crittografica. Utilizzavano la crittografia a salto di frequenza (una tecnica che cambia frequenza migliaia di volte al secondo seguendo una sequenza segreta). Tuttavia il sistema era implementato in modo difettoso. Gli analisti ucraini, supportati da consulenti NATO, sono riusciti a isolare le chiavi di cifratura e ricostruire l’algoritmo. Il risultato è stato immediato: comunicazioni russe intercettate in tempo reale e posti di comando localizzati.

L’arresto di Durov. Nell’agosto 2024 Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato fermato in Francia con l’accusa di non collaborare nelle indagini su terrorismo e crimini gravi. Il messaggio è chiaro: se la crittografia resiste matematicamente, si interviene su chi controlla le chiavi. È la dimostrazione che la sicurezza digitale non è solo una questione tecnica, ma anche politica e giudiziaria.

La bomba a orologeria quantistica. USA, Cina e Russia stanno raccogliendo enormi archivi di comunicazioni crittografate che oggi non riescono ancora a leggere con la tecnologia attuale. La strategia si chiama Store Now, Decrypt Later: archiviare adesso per decifrare in futuro.

Non si tratta più soltanto di decifrare messaggi nemici, ma soprattutto di anticipare le tecnologie che potrebbero rendere vulnerabili i sistemi di sicurezza esistenti. È in questo contesto che entra in scena il computer quantistico.

Un computer tradizionale impiegherebbe miliardi di anni per scomporre i numeri su cui si basa la crittografia moderna. Un computer quantistico, invece, potrebbe farlo in poche ore. Questo è possibile grazie all’algoritmo di Shor, un metodo che sfrutta la potenza del calcolo quantistico per eseguire operazioni considerate impossibili fino a pochi anni fa.

Gli esperti stanno già lavorando a nuove difese, chiamate crittografia post-quantistica. È una corsa contro il tempo per aggiornare le serrature digitali prima che i nuovi super-computer diventino operativi.

Il NIST, l’ente statunitense che definisce gli standard tecnologici, ha già pubblicato i primi protocolli di sicurezza post-quantistici. Tuttavia l’aggiornamento delle infrastrutture globali richiederà anni.

Ricordate: “il computer quantistico non fa rumore, non attacca, non avvisa. Aspetta, accumula dati, e un giorno potrebbe leggerli tutti”.

Nota molto importante sulle fonti: le informazioni sul caso Azart provengono da analisi di intelligence (OSINT- open-source intelligence) pubblicate da ricercatori indipendenti, e da reportage su testate specializzate come Oryx e War on the Rocks. I dettagli operativi specifici come l’isolamento delle chiavi di cifratura da parte di consulenti NATO non sono stati ancora confermati ufficialmente da nessun governo e da nessun militare ucraino. Pertanto, si dichiara che si tratta di una ricostruzione plausibile basata solo su fonti aperte, non di fatti certificati. Il lettore è invitato a verificare autonomamente le fonti citate.

Le fonti sull’arresto di Pavel Durov il 24 agosto 2024 all’aeroporto di Le Bourget sono documentate da Reuters, AFP, Le Monde, BBC e Corriere della Sera. Le accuse della procura di Parigi di complicità in reati di terrorismo, sono pubbliche e consultabili negli atti giudiziari francesi.

Durov fu rilasciato su cauzione il 28 agosto 2024, con divieto di lasciare la Francia.

Enrico Sgariboldi

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