Social Festival Comunità Educative 2026: a Torino 80 eventi gratuiti dal 9 novembre

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Dal 9 al 14 novembre 2026 Torino ospita la quinta edizione del Social Festival Comunità Educative: oltre 80 incontri gratuiti, con iscrizione obbligatoria, su come si impara a convivere. Il tema è “Imparare l’arte di vivere insieme”. Insegnanti, educatori e genitori potranno allenare competenze relazionali concrete, dalla gestione dei conflitti all’ascolto.

Punti chiave

  • Il festival si svolge a Torino e nell’area metropolitana da lunedì 9 a sabato 14 novembre 2026.
  • Gli oltre 80 appuntamenti sono gratuiti, ma bisogna prenotarsi evento per evento dal programma ufficiale.
  • Lo promuovono Comune di Torino, Città Metropolitana, ITER e Fondazione Compagnia di San Paolo, con la direzione scientifica della rivista Animazione Sociale.
  • Le plenarie di giovedì 12 e sabato 14 novembre sono trasmesse anche in diretta streaming.

Che cos’è il Social Festival Comunità Educative

Nato nel 2022, il festival parte da un’idea semplice: la convivenza si impara soprattutto nei luoghi vicini, cioè classi, scuole, famiglie e quartieri. L’edizione 2026 la scompone in tre capacità da esercitare. Affrontare i conflitti senza violenza. Costruire relazioni che sostengono l’apprendimento. Trattare il pianeta come casa comune.

Il programma, pubblicato il 1° ottobre, conta 3 plenarie tematiche, 5 tavole rotonde, 6 seminari, 15 workshop, 18 laboratori, 7 dialoghi con gli studenti e 29 laboratori per le classi, dal nido alle superiori. Il patrocinio è dell’Università degli Studi di Torino e della Consulta provinciale degli studenti.

Gli appuntamenti principali, giorno per giorno

Si comincia lunedì 9 novembre. Al mattino gli studenti delle superiori discutono “Chi decide chi è un maranza?”, un confronto su come le etichette orientano lo sguardo sugli altri. Alle 18 il Teatro San Giuseppe di via Andrea Doria 18 ospita l’inaugurazione con “La Cura”, un percorso di narrazione e musica con la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio e la cantautrice Erica Mou.

Giovedì 12 novembre la plenaria al Campus Einaudi riunisce il monaco Guidalberto Bormolini, la poetessa Silvia Vecchini, lo psicologo Ugo Morelli e la sociologa Chiara Giaccardi. Sabato 14 novembre la chiusura al Cinema Massimo vede insieme Marco Rossi Doria, Eraldo Affinati, Chiara Faggiolani e Franco Arminio.

I laboratori ITER per adulti

ITER, l’Istituzione torinese per una educazione responsabile, propone 6 incontri pensati per chi lavora con bambini e ragazzi. Alcuni toccano direttamente le soft skills.

Data e orario Titolo Luogo
Martedì 10 novembre, 15:00–17:30 Dal corpo allo schermo Città Metropolitana, Sala Stemmi, corso Inghilterra 7
Martedì 10 novembre, 15:00–17:30 Infanzia, media e stereotipi di genere Fabbrica delle “E”, corso Trapani 91/b
Martedì 10 novembre, 15:00–17:30 Kintsugi, l’arte di abbracciare il danno MAO, Sala Incontri, via San Domenico 11
Venerdì 13 novembre, 14:00–16:30 Trasformare il conflitto in risorsa creativa Fabbrica delle “E”
Venerdì 13 novembre, 14:30–17:30 Come si organizza una città che educa Fabbrica delle “E”
Venerdì 13 novembre, 16:30–18:30 Oltre l’idea adulta del “rischio zero” Cascina Falchera, strada Cuorgnè 109

Il laboratorio sul kintsugi, la tecnica giapponese che ripara la ceramica con l’oro, è guidato dalla maestra e artista Aiko Zushi. Il titolo suggerisce di accogliere il danno invece di nasconderlo.

Chi può partecipare e come ci si iscrive?

Il pubblico indicato dagli organizzatori è ampio: insegnanti, educatrici ed educatori, e più in generale chiunque accompagni la crescita delle nuove generazioni. Possono quindi rientrarvi anche genitori, allenatori sportivi, animatori, volontari e operatori dei servizi sociali.

La partecipazione è gratuita. Si sceglie l’evento dal programma sul sito ufficiale del festival, scaricabile anche in PDF, e si prenota dalla pagina collegata. Per le classi esiste un programma separato. Il sito non specifica se gli incontri valgano come formazione riconosciuta per i docenti: da verificare sul sito ufficiale o con la segreteria organizzativa.

Perché interessa anche fuori dalla scuola

Gestire un conflitto, leggere le emozioni di un gruppo, smontare un’etichetta prima che diventi un’esclusione: sono competenze trasversali che servono in ufficio quanto in classe, e che raramente compaiono nei corsi aziendali. Il formato del festival, con laboratori brevi e pratici, permette di provarle in un pomeriggio. Chi non abita a Torino può seguire le due plenarie in streaming.

Un suggerimento pratico. Prenotate presto i laboratori a numero chiuso. Chi è a Torino può abbinare il festival alle biblioteche di quartiere trasformate in spazi civici, già raccontate da Codice Italia; per un quadro sui percorsi di aggiornamento resta utile la nostra guida alla formazione professionale in Italia. Ulteriori dettagli sulla serata inaugurale sono sulla pagina di prenotazione, mentre la scheda del Comune di Torino riporta il calendario ITER.

Domande frequenti

Il Social Festival Comunità Educative è a pagamento?

No. Tutti gli eventi sono gratuiti, ma l’iscrizione è obbligatoria per ogni singolo appuntamento.

Posso partecipare se non sono un insegnante?

Sì. Il festival si rivolge a chiunque accompagni la crescita di bambini e ragazzi, quindi anche a genitori, educatori e operatori del terzo settore.

Ci sono eventi online?

Le plenarie del 12 novembre al Campus Einaudi e del 14 novembre al Cinema Massimo sono trasmesse in diretta streaming. Gli altri incontri si svolgono in presenza.

Fonti: Social Festival Comunità Educative, sito ufficiale; Comune di Torino; pagina dell’inaugurazione “La Cura”; Easy News Press Agency, programma 2026.

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