Nel 2026 Genova sviluppa una serie di progetti culturali dedicati alla memoria del lavoro portuale, industriale e marittimo, riconoscendolo come elemento fondante dell’identità cittadina. Archivi, mostre, installazioni urbane e percorsi narrativi raccontano il lavoro non solo come attività economica, ma come esperienza sociale e collettiva.
Il porto, le fabbriche, i cantieri e le infrastrutture diventano luoghi di racconto culturale. Le storie di lavoratori, sindacati, famiglie e quartieri restituiscono una memoria stratificata fatta di fatica, conflitti, solidarietà e trasformazioni.
La cultura del lavoro viene riletta come chiave di comprensione del presente. Attraverso documenti, testimonianze orali e materiali visivi, Genova riflette sul rapporto tra lavoro, città e cambiamento economico, affrontando anche le crisi industriali e le riconversioni urbane.
Questi progetti coinvolgono archivi storici, università, associazioni e cittadini, trasformando la memoria in pratica culturale condivisa. Il lavoro non è nostalgia, ma strumento per interpretare l’identità urbana contemporanea.
Nel 2026 Genova riafferma il valore culturale del lavoro come parte viva del proprio patrimonio, dimostrando che la storia produttiva può diventare racconto collettivo e base per una nuova consapevolezza civica.





