Caterina Guzzanti porta a teatro la crisi della coppia con Secondo lei

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Caterina Guzzanti sorprende ancora una volta, ma questa volta non attraverso un personaggio televisivo o una serie cult, bensì con il suo primo spettacolo teatrale da autrice, regista e interprete: Secondo lei. Una sfida artistica e personale che la vede al fianco di Federico Vigorito in un testo a due voci che affronta con coraggio e profondità il tema della fragilità e dell’incomunicabilità nella coppia. Dopo una prima tournée di successo nella scorsa stagione, lo spettacolo torna sul palco a partire dal 7 ottobre 2025 alla Sala Umberto di Roma, per poi toccare altre città italiane come Forlì, Modena e Luino.

Guzzanti, nota al grande pubblico per il suo talento comico e satirico, da Arianna in Boris alla celebre Miss Italia volutamente svampita, questa volta sceglie un linguaggio diverso, più intimo e drammatico, senza però rinunciare a quell’ironia pungente che da sempre la contraddistingue. “Molti rimangono stupiti e mi dicono: ‘Non me l’aspettavo! È proprio bello! Ma è uno spettacolo vero!’”, racconta sorridendo all’ANSA, quasi a sottolineare come il pubblico continui a incasellarla soltanto come attrice comica. E invece Secondo lei dimostra la sua maturità artistica e la volontà di cimentarsi con tematiche universali.

L’idea nasce da un’urgenza personale. “Visto che certi ruoli, anche drammatici, non me li offrono, ho cominciato a scrivermene uno da sola. Avevo gran voglia di farlo”, spiega. Così, partendo da esperienze personali e osservazioni quotidiane, ha costruito un testo che affronta uno dei tabù più grandi: l’impotenza maschile, osservata però dal punto di vista femminile. “Il difficile è stato scrivere anche i pensieri dell’uomo, cercare di restituire la sua prospettiva con onestà”, aggiunge.

La trama mette in scena una coppia che si conosce e viene travolta da un colpo di fulmine. Giovani, belli, divertenti, sembrano destinati a una grande storia d’amore. Ma già dalla prima notte qualcosa non funziona: lui non riesce a fare l’amore con lei. Un imbarazzo che si trasforma presto in un labirinto di giustificazioni, rassicurazioni, tentativi di comprendere e di mascherare la verità. Lei cerca di essere comprensiva, lui insiste nel minimizzare, ma la tensione cresce fino a rivelare quanto spesso le donne siano state educate a fingere, ad accogliere, a non reclamare il proprio diritto di esistere come individui con bisogni e desideri.

Il punto centrale non è l’impotenza in sé, ma l’incomunicabilità, la difficoltà di parlare apertamente delle proprie fragilità senza cadere in ruoli prestabiliti. In scena emergono riflessioni sul maschile e sul femminile di oggi, sui nuovi equilibri di coppia, sull’emancipazione che talvolta genera confusione. “C’è tutta questa confusione – spiega Guzzanti – che si è venuta a creare nel momento in cui l’uomo deve curare la sua parte femminile, perché ci piace che sia evoluto e sensibile. Ma allo stesso tempo la donna arriva a dire cose maschiliste, se ne pente, e l’uomo si offende.”

Il risultato è un racconto che oscilla tra il sorriso amaro e la riflessione profonda, con un pubblico che spesso si riconosce nei dialoghi dei protagonisti. “Sono contenta perché vengono sia uomini che donne, e ricevo tanti messaggi da spettatrici che mi confessano di vivere la stessa situazione, anche da 20-30 anni. Non perché tutti gli uomini siano impotenti, ma perché a un certo punto si perde la complicità, e piuttosto che confessare la propria fragilità ci si chiude.”

Attraverso questo spettacolo, Guzzanti mette in luce un cambiamento solo apparente delle relazioni contemporanee. “Viviamo nelle nostre bolle, tra social e amici, convinti di fare passi avanti. Ma quando guardiamo i risultati elettorali o leggiamo i commenti pieni di maschilismo e cattiveria sui social, ci accorgiamo che i cambiamenti sono più lenti di quanto immaginiamo.”

Secondo lei non è dunque solo un’opera teatrale, ma un atto politico e sociale. È il racconto di una crisi, sì, ma anche di una ricerca di verità, di un invito a parlare, a guardarsi negli occhi, a non nascondersi dietro imbarazzi o tabù. Un teatro che parte dall’intimità della coppia per arrivare a una riflessione collettiva, capace di toccare corde universali.

Con questa nuova avventura Caterina Guzzanti dimostra di essere molto più di una comica brillante: è un’artista completa, capace di unire leggerezza e profondità, comicità e dramma, regalando al pubblico uno spettacolo che resterà impresso nella memoria.

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