Nautilus nel Canale di Sicilia: scoperta una nuova vita nel mondo sommerso

Cyber & TechNautilus nel Canale di Sicilia: scoperta una nuova vita nel mondo sommerso

C’è un mondo sommerso nel cuore del Mediterraneo, a pochi chilometri dalle coste siciliane, che fino a ieri era solo un’ipotesi sulle mappe dei geologi. 

Oggi, grazie al lavoro del team ISPRA e al loro ROV “Nautilus”, quelle ipotesi hanno preso forma: montagne sottomarine, foreste di coralli, squali di profondità e, purtroppo, anche rifiuti umani a 2000 metri sotto il livello del mare. 

Per due mesi, il “Nautilus” ha esplorato il Canale di Sicilia, mappando 79 rilievi sottomarini, molti dei quali mai osservati prima. 

Tra questi, nomi evocativi come Alfil-Linosa III, Bannock, Urania e Empedocle, che ora non sono più solo punti su una carta, ma ecosistemi vibranti e complessi. 

Le immagini catturate mostrano colonie di corallo rosso e una biodiversità bentonica sorprendente, con coralli neri, spugne, ostriche e balani giganti. 

Tuttavia, non tutto è positivo. Anche a queste profondità, l’impatto umano è evidente: reti fantasma e rifiuti marini sono stati trovati, sebbene in quantità inferiori rispetto alle aree costiere. 

Questi dati saranno fondamentali per orientare le politiche di conservazione marina e promuovere la creazione di nuove aree protette, in linea con la Strategia dell’UE per la Biodiversità 2030. 

La prossima fase del progetto vedrà nuove spedizioni nel Golfo di Napoli, nel Mar Tirreno e nel Mar Ligure, con l’obiettivo di ampliare la mappatura e raccogliere ulteriori dati per la tutela degli ecosistemi marini profondi. 

Grazie alla scienza e all’impegno di ricercatori come quelli di ISPRA, stiamo finalmente portando alla luce un mondo sommerso che merita di essere conosciuto e protetto.

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