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Tuesday, February 24, 2026

Valditara all’Ue: “Via i cellulari in classe per gli under 14”. Sostegno da Polonia e Svezia

FormazioneValditara all’Ue: “Via i cellulari in classe per gli under 14”. Sostegno da Polonia e Svezia

Il ministro dell’Istruzione italiano propone una raccomandazione europea. Possibile estensione del divieto alle scuole superiori

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, porterà a Bruxelles il 12 maggio una proposta formale per introdurre una raccomandazione europea sul divieto dell’uso dei cellulari in classe fino ai 14 anni, estendibile anche alle scuole superiori. L’iniziativa ha già ottenuto il sostegno della Polonia e l’adesione della Svezia, e potrebbe aprire un nuovo fronte comune tra i Paesi dell’Unione sulla gestione dell’educazione digitale.

“La nostra proposta nasce dalla volontà di tutelare la salute e lo sviluppo cognitivo degli studenti – ha dichiarato Valditara –. Numerosi studi hanno evidenziato l’impatto negativo dell’abuso di smartphone sulla concentrazione, la memoria e la creatività dei più giovani”.

Valditara ha ricordato che già al G7 dell’Istruzione a Trieste, nel 2023, l’Ocse aveva sottolineato come l’uso didattico del cellulare potesse avere effetti negativi anche nell’apprendimento delle discipline scientifiche. Una posizione che ha contribuito a rafforzare il fronte favorevole al divieto.

Nel frattempo, l’Italia ha già compiuto un primo passo: con una circolare ministeriale del luglio scorso, è stato stabilito il divieto di utilizzo dei cellulari dalla scuola dell’infanzia fino alle medie, anche per attività didattiche. L’uso di tablet e computer resta invece consentito sotto la guida dei docenti.

“Non si tratta di demonizzare la tecnologia – chiarisce il ministro – ma di promuovere un uso consapevole e responsabile degli strumenti digitali. La sfida dell’educazione civica passa anche da qui”. Il principio resta quello dell’educazione digitale, ma con un’attenzione crescente ai rischi legati all’abuso e alla distrazione in classe.

Valditara esclude l’introduzione di circolari nazionali sulla gestione fisica degli smartphone: “Le scuole, nella loro autonomia, sapranno regolarsi. La soluzione più diffusa e funzionale è quella degli armadietti in classe, che garantiscono sicurezza e responsabilizzazione degli studenti”.

Altro elemento su cui insiste il ministro è il ritorno all’uso del diario scolastico tradizionale: “Il registro elettronico va bene per i genitori, ma i compiti dovrebbero essere annotati su un diario cartaceo. Se lo studente deve consultare il cellulare per sapere cosa fare, il messaggio diventa contraddittorio”.

La proposta italiana verrà ora sottoposta alla Commissione europea, che valuterà se farne una propria raccomandazione. In seguito, saranno i singoli Stati membri e i ministri dell’Istruzione dell’UE a discuterla e, eventualmente, approvarla in sede ufficiale.

Nel frattempo, il dibattito resta aperto anche sull’eventuale estensione del divieto alle scuole superiori, come confermato dallo stesso Valditara: “È un tema su cui stiamo riflettendo. La salute e il benessere dei ragazzi devono restare una priorità”.