Per la rubrica settimanale dedicata alle regioni italiane, oggi ci fermiamo in Umbria. Una terra raccolta, sincera, che si muove su un ritmo tutto suo. Nessuna fretta, nessuna ostentazione: qui tutto è essenziale, ma carico di significato.
L’Umbria è verde, prima di tutto.
Lo è nei boschi fitti del Monte Subasio, nei sentieri che portano a eremi scavati nella roccia, nei panorami che sembrano fermi da secoli.
È la terra di San Francesco, e lo senti ovunque: nei conventi silenziosi, nei cammini che invitano a rallentare, nel modo gentile con cui ti parlano le persone.
Assisi, ovviamente, è il cuore spirituale. Ma basta uscire dal centro per trovare la bellezza più autentica: l’Eremo delle Carceri, ad esempio, è un luogo che parla anche a chi non crede. Non per forza di fede, ma di silenzio, natura e rispetto.

Spoleto, Norcia, Montefalco, Bevagna: ogni borgo ha una sua anima precisa.

La cucina umbra è sostanza pura. Zuppe di legumi, tartufo nero, cacciagione, strangozzi al sugo d’oca, porchetta. Niente decorazioni: qui il cibo si fa mangiare, e basta.
Il vino, come il Sagrantino di Montefalco o il Grechetto, accompagna ogni piatto come un vecchio amico.
E poi ci sono le esperienze vere: un pranzo sotto un pergolato, la raccolta delle olive in autunno, una passeggiata lungo il Lago Trasimeno, la vendemmia nei campi.
L’Umbria è piccola, ma densa.
È la regione giusta per chi cerca verità e bellezza, ma senza filtro. Un’Italia che sa ancora prendersi il suo tempo. E che ti insegna a farlo anche tu.
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