Nel 2026 la Sicilia presenta un piano strategico per connettere i principali siti archeologici costieri e dell’entroterra in un unico sistema di paesaggi culturali integrati. Templi, necropoli, città antiche e insediamenti rurali vengono collegati attraverso percorsi naturalistici, itinerari lenti e contesti agricoli storici.
L’obiettivo è superare la frammentazione dell’offerta archeologica, spesso concentrata su singoli siti iconici, promuovendo invece una lettura territoriale della storia siciliana. La fruizione diventa più lenta, continua e immersiva, permettendo di comprendere le stratificazioni culturali dell’isola.
Il progetto favorisce la destagionalizzazione dei flussi turistici e coinvolge attivamente le comunità locali, che partecipano alla gestione e alla narrazione dei luoghi. Archeologia e paesaggio non sono più separati, ma parte di un unico racconto.
La Sicilia rafforza così la propria identità di isola complessa e stratificata, in cui storia, natura e cultura convivono. I paesaggi archeologici diventano strumenti di sviluppo sostenibile e di valorizzazione territoriale condivisa.





