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Tuesday, February 24, 2026

Sanità e Comunità in Molise: il ruolo dei presidi ospedalieri tra storia, cultura e futuro

RegioniMoliseSanità e Comunità in Molise: il ruolo dei presidi ospedalieri tra storia, cultura e futuro

La sanità non è soltanto un servizio, ma parte integrante dell’identità culturale e sociale di un territorio. In Molise, e in particolare nell’area di Isernia e Agnone, il dibattito intorno al futuro degli ospedali locali è diventato un’occasione per riflettere non solo sulla gestione sanitaria, ma anche sul valore che queste strutture rappresentano per la comunità, per la memoria collettiva e per la qualità della vita.

La recente discussione legata al Piano Operativo Sanitario 2025-2027 ha riportato al centro l’attenzione sul destino di due presidi fondamentali: l’ospedale “Caracciolo” di Agnone e l’ospedale “Veneziale” di Isernia. La loro storia va oltre la dimensione medica: sono luoghi che, da decenni, custodiscono un patrimonio di esperienze, relazioni e fiducia da parte dei cittadini.

Per molti abitanti delle aree interne del Molise, questi ospedali rappresentano una vera e propria ancora di comunità. Non si tratta soltanto di accedere a cure mediche, ma di preservare la possibilità di vivere nei territori montani senza sentirsi esclusi dai diritti fondamentali. Le aree interne, spesso caratterizzate da spopolamento e invecchiamento della popolazione, vedono nella presenza di ospedali e strutture sanitarie un simbolo di resilienza, di appartenenza e di continuità storica.

La mobilitazione dei sindaci, che si sono espressi uniti per difendere i servizi locali, è la testimonianza di come la sanità sia percepita come bene culturale e comunitario. Le parole dei primi cittadini non sono soltanto richieste burocratiche, ma riflettono il desiderio di tutelare la dignità delle persone e la loro possibilità di continuare a vivere in territori che, senza presidi ospedalieri, rischierebbero di perdere vitalità.

Il Molise, con la sua conformazione geografica particolare, le montagne e i piccoli borghi, ha sempre avuto bisogno di un’organizzazione sanitaria a misura di comunità. Gli ospedali di Agnone e Isernia sono parte della storia locale: luoghi in cui intere generazioni hanno trovato assistenza, ma anche luoghi che hanno accompagnato momenti di nascita, cura e condivisione. In questo senso, l’ospedale diventa simbolo culturale oltre che sanitario, espressione della volontà collettiva di prendersi cura delle proprie radici.

La discussione sul Piano Operativo Sanitario offre l’opportunità di leggere la sanità non soltanto come una questione tecnica, ma come un capitolo di storia sociale. Gli ospedali locali non sono numeri o reparti: sono spazi che raccontano la capacità di una comunità di costruire servizi intorno ai bisogni reali delle persone. Difendere questi spazi significa custodire la memoria di chi li ha voluti, progettati e sostenuti, e allo stesso tempo garantire alle nuove generazioni la possibilità di restare nei propri territori.

Il tema delle aree interne è centrale anche dal punto di vista culturale. Preservare la sanità in zone come Capracotta o Agnone significa difendere la possibilità di continuare a vivere in montagna, mantenendo viva la cultura locale, le tradizioni e le relazioni di comunità. Quando i cittadini scelgono di restare, nonostante le difficoltà, lo fanno perché si sentono parte di un tessuto che ha valore, e la presenza di un ospedale diventa parte di quella scelta.

La vertenza dei sindaci dell’Isernino, quindi, può essere interpretata non come scontro politico, ma come azione culturale e sociale. È la difesa di un patrimonio invisibile fatto di legami umani, di identità territoriale e di resilienza collettiva. È la richiesta che anche nei piccoli borghi venga riconosciuto il diritto di vivere con dignità, senza dover abbandonare le proprie radici per inseguire servizi altrove.

Il tavolo ministeriale previsto a Roma rappresenta un momento chiave per ascoltare queste voci, ma al di là dei dettagli tecnici, ciò che emerge è un messaggio universale: la sanità non è un costo, ma un investimento culturale, sociale ed economico. Dove c’è un ospedale, c’è comunità. Dove c’è comunità, c’è futuro.

Il Molise, con i suoi ospedali di montagna e con le sue comunità coese, ci ricorda che la sanità è parte della cultura della cura, che affonda le radici nella tradizione italiana. Non è un caso che proprio nei piccoli centri spesso si ritrovi la forza di un senso di solidarietà autentico, in cui i cittadini, gli amministratori e i medici diventano parte di una stessa rete di supporto.

In conclusione, la vertenza dei sindaci dell’Isernino non è solo una battaglia per i servizi, ma un messaggio di amore verso il proprio territorio e le proprie radici. Gli ospedali di Agnone e Isernia diventano così simboli di resistenza culturale e sociale, patrimonio da difendere e tramandare. In un’Italia che guarda al futuro, è fondamentale non dimenticare che il valore di un luogo si misura anche nella sua capacità di prendersi cura dei cittadini.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.