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Il Rossini Opera Festival 2025 si chiude con la “Messa per Rossini”: successo di pubblico e ricordo di Gianfranco Mariotti

EventiIl Rossini Opera Festival 2025 si chiude con la “Messa per Rossini”: successo di pubblico e ricordo di Gianfranco Mariotti

Pesaro ha salutato la chiusura della 46ª edizione del Rossini Opera Festival (ROF) con un evento dal forte valore simbolico e artistico: la Messa per Rossini, diretta da Donato Renzetti. Questa rara esecuzione, voluta da Giuseppe Verdi nel 1869 per commemorare Gioachino Rossini a un anno dalla sua morte e composta con il contributo di diversi musicisti dell’epoca, è stata dedicata alla memoria di Gianfranco Mariotti, ideatore e storico sovrintendente del Festival, scomparso alla fine del 2024.

La serata si è trasformata in un momento di celebrazione collettiva, non solo per l’arte rossiniana, ma anche per ricordare la figura di Mariotti, il cui lavoro ha reso il Festival un punto di riferimento mondiale per la riscoperta e la valorizzazione del repertorio operistico del compositore pesarese.

I numeri del successo

L’edizione 2025 del ROF ha presentato 42 eventi tra opere, concerti e incontri, registrando 15.559 presenze e un incasso complessivo di 841.000 euro. Un risultato importante che conferma la centralità del festival nel panorama musicale internazionale.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi è la crescita della partecipazione del pubblico italiano, che ha raggiunto il 63% del totale, a testimonianza di un rinnovato interesse nazionale per l’opera e la musica dal vivo. Restano comunque altissime le presenze straniere, con spettatori provenienti da 54 Paesi diversi, tra cui Francia, Germania, Stati Uniti, Austria, Giappone, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Belgio e Romania. Da segnalare anche la partecipazione di visitatori da Paesi più lontani come Canada, Australia, Sud Corea, Israele, Marocco e Kazakistan.

Una vetrina internazionale

Il ROF 2025 ha goduto di un’ampia copertura mediatica: 176 giornalisti accreditati da testate italiane e internazionali hanno raccontato gli eventi. Tra i nomi più prestigiosi figurano Financial Times (Regno Unito), Die Welt (Germania), Mainichi Shimbun (Giappone), The Irish Times (Irlanda) e The Jewish Chronicle, il quotidiano ebraico più antico al mondo.

Un riconoscimento ulteriore è arrivato dall’emittente televisiva Russia-Cultura, che ha realizzato a Pesaro una puntata di 39 minuti della trasmissione Enigma Cycle interamente dedicata al Festival, offrendo visibilità al ROF a milioni di spettatori russi ed europei.

L’edizione 2026

Durante la conferenza stampa di chiusura, sono state svelate le anticipazioni per la 47ª edizione del Festival, in programma dall’11 al 23 agosto 2026. Il cartellone proporrà 22 spettacoli, con l’inaugurazione affidata a una nuova produzione di Le Siège de Corinthe, diretta da Carlo Rizzi e con la regia di Davide Livermore, all’Auditorium Scavolini.

Al Teatro Rossini torneranno due produzioni storiche: L’occasione fa il ladro (messa in scena nel 1987 da Jean-Pierre Ponnelle e diretta da Alessandro Bonato) e La scala di seta (ripresa dello spettacolo firmato da Damiano Michieletto, già presentato alla Scala di Milano nel 2013 e alla Royal Opera House di Muscat nel 2019).

Il programma sarà arricchito dal tradizionale Viaggio a Reims con i giovani dell’Accademia Rossiniana, da quattro Concerti di Belcanto, due concerti lirico-sinfonici e si concluderà con lo Stabat Mater, diretto da Domingo Hindoyan.

Un patrimonio che cresce

Il Rossini Opera Festival non è solo un appuntamento musicale, ma un progetto culturale che valorizza il legame tra Rossini, la città di Pesaro e il pubblico internazionale. L’edizione 2025, segnata dall’omaggio a Mariotti, ha confermato come il festival continui a essere un laboratorio di ricerca, riscoperta e innovazione nel repertorio rossiniano.

Grazie al lavoro degli artisti, degli organizzatori e al sostegno delle istituzioni, il ROF si conferma tra i più prestigiosi eventi operistici al mondo, capace di attrarre turisti, studiosi e appassionati da ogni continente. Un successo che non è solo artistico, ma anche sociale ed economico, con ricadute significative sul territorio marchigiano e sull’immagine del Made in Italy culturale.

Con lo sguardo già rivolto al 2026, Pesaro continua a consolidarsi come capitale mondiale rossiniana, custode di un patrimonio musicale che, anno dopo anno, conquista nuove generazioni di spettatori.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.

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