Pasqua in Italia è come il Natale: una di quelle feste che unisce tutti, credenti e non.
Perché diciamolo: tra un uovo di cioccolato, una tavola piena di piatti della nonna e il classico dilemma su dove andare a Pasquetta, ci finiamo dentro volentieri anche senza sapere esattamente quando cade ogni anno.
Domenica di (grande) pranzo
La religione c’è, ma anche la gastronomia fa la sua parte.
Agnello, uova sode, colombe, torte rustiche e quell’immancabile pizza di Pasqua che cambia forma e sapore da regione a regione.
E poi la tavolata infinita, i parenti che non vedevi da Natale, e i brindisi che iniziano a mezzogiorno e finiscono col caffè.
Tradizioni che resistono
In molte città italiane, soprattutto al sud, le processioni del Venerdì Santo sono ancora un appuntamento importante, anche solo per chi si ferma a guardare in silenzio.
Un mix potente di fede, atmosfera e identità culturale che, anche da spettatori, lascia qualcosa.
Pasquetta: caos organizzato
Poi arriva il lunedì dell’Angelo, ovvero: tutti in macchina all’ultimo minuto cercando un prato libero, una griglia disponibile o almeno un bar aperto. Le gite fuori porta non si programmano, si improvvisano. È la regola. E anche se piove (perché a Pasquetta spesso piove), si parte lo stesso. Perché è la scusa perfetta per stare in compagnia e mangiare di nuovo.
“Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy




