Alla Milano Fashion Week 2025, uno dei momenti più attesi è stato il ritorno di MCM, che ha sorpreso il pubblico con una collezione audace e poetica, ispirata al taekwondo. Nella suggestiva cornice della Casa degli Artisti, il brand ha scelto di esplorare il tema del movimento, trasformandolo in linguaggio di stile e in esperienza sensoriale.
L’arte marziale coreana, fondata su principi di disciplina, controllo, fluidità e rispetto, è diventata la chiave per raccontare un nuovo percorso creativo. MCM non si è limitato a citare il taekwondo come fonte estetica: lo ha interpretato come filosofia, traducendone i valori in forme, tessuti e atmosfere. Il risultato è stato un incontro di culture, tradizioni e innovazione che ha trovato la sua voce proprio nel cuore della settimana della moda milanese.
A guidare questa visione è Dirk Schönberger, chief brand officer del marchio, che ha dichiarato con entusiasmo: “Sono felice di tornare alla Milano Fashion Week con una collezione che esplora il movimento, non solo fisico, ma anche culturale ed emotivo. Ispirandoci alla disciplina e alla fluidità del taekwondo, abbiamo indagato come il movimento plasmi l’identità. Ogni capo diventa così espressione di equilibrio, rispetto e dinamismo”.
Sul palcoscenico, gli abiti hanno raccontato una narrazione inedita. Le cinture oversize delle arti marziali, simbolo di forza e disciplina, sono state reinventate come elementi sartoriali che avvolgono il corpo. Trasformate in dettagli couture, hanno preso la forma di abiti senza spalline, con pieghe strutturate e scolpite che rimandano alla gestualità armoniosa dei combattimenti in dojo.
Un nodo da taekwondo, proposto in un vibrante blu acceso, è diventato il cuore pulsante di un miniabito scenografico, fondendo rigore e sensualità. La tradizione marziale si è così trasformata in silhouette contemporanee, in cui la stoffa segue il corpo come un flusso continuo, evocando la danza e la lotta allo stesso tempo.
A chiudere la presentazione, un look che ha catturato l’attenzione del pubblico: un blazer doppiopetto dal taglio netto, arricchito da un nodo ispirato alle cinture di arti marziali, abbinato a pantaloni ampi. Un finale che ha richiamato la solennità dei maestri di dojo, ma filtrato attraverso l’eleganza di un brand cosmopolita.
La sfilata è stata anche un’immersione sensoriale. L’ambiente della Casa degli Artisti è stato trasformato in uno spazio che dialogava con la filosofia orientale: suoni, luci e installazioni hanno accompagnato gli ospiti in un percorso fluido e contemplativo, in cui ogni gesto della modella sul catwalk evocava un movimento marziale.
La collezione di MCM ha rappresentato un dialogo tra opposti: forza e leggerezza, tradizione e innovazione, disciplina e libertà. In questo equilibrio, ogni capo ha trovato un’identità propria, capace di raccontare non solo un’estetica, ma una visione di vita.
Il ritorno di MCM alla Milano Fashion Week non è stato quindi soltanto una celebrazione del design, ma anche un manifesto di filosofia contemporanea. In un mondo della moda che spesso corre dietro al trend del momento, il brand ha deciso di rallentare, di guardare alla profondità dei valori e di trasformarli in stile. Il taekwondo, con la sua spiritualità e la sua ricerca di armonia, ha offerto la chiave per interpretare questa sfida.
Per Milano, capitale internazionale della moda, la presentazione di MCM ha rappresentato un segnale forte: la moda può diventare un linguaggio universale, capace di unire culture diverse e di trasmettere messaggi di rispetto e inclusione.
Alla fine, gli applausi calorosi del pubblico hanno suggellato il successo della sfilata. Il brand ha dimostrato che la moda non è solo estetica, ma anche narrazione culturale. La collezione ispirata al taekwondo resterà tra i momenti memorabili di questa Fashion Week, unendo il fascino delle arti marziali orientali con l’eleganza e la creatività del design italiano ed europeo.
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