Il Governo italiano sta lavorando all’adozione di una tassa sui pacchi postali di basso valore provenienti dai Paesi extra-UE, in particolare quelli con un valore inferiore a $150 euro. L’iniziativa, che dovrebbe essere formalizzata come emendamento alla prossima Legge di Bilancio ed entrare in vigore entro la fine del 2025, mira a proteggere la filiera della moda italiana e il commercio al dettaglio dalla concorrenza ritenuta sleale di colossi dell’e-commerce come Shein e Temu. Attualmente, i prodotti importati da Paesi terzi con valore inferiore a $150 sono esenti da dazi doganali, un gap normativo che ha favorito l’invasione di merce a basso costo, spesso ultra fast fashion, che non rispetta gli standard ambientali o di labour europei.
La misura nazionale si affianca e funge da acceleratore rispetto a una proposta europea, che prevede l’abolizione dell’esenzione dai dazi per i pacchi sotto i $150 euro, con un target di entrata in vigore generale al 2028 (che l’Italia, insieme ad altri Paesi come la Francia, sta spingendo per anticipare al 2026). Il Governo italiano, in particolare il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato la necessitร di agire rapidamente per arginare l’aggressione extraeuropea che invade il mercato con prodotti non regolamentati. Si ipotizza l’introduzione di un prelievo fisso (ad esempio, di 2 euro) per pacco leggero (sotto i 2 kg).
La Federazione Moda Italia-Confcommercio ha accolto con favore l’ipotesi di tassa, definendola un passo necessario per contrastare l’impatto economico e ambientale dell’ultra fast fashion, che drena risorse dall’economia nazionale. La posta in gioco รจ alta: nel 2024, le autoritร doganali UE hanno gestito circa 4.6 miliardi di pacchi di basso valore comprati online, il 91% dei quali proveniente dalla Cina. L’azione italiana mira a riequilibrare le condizioni di mercato e a garantire maggiore equitร tra le imprese europee e i competitor extra-UE.




