Un team di ricerca multidisciplinare, con base a Cagliari, ha realizzato un’impresa unica nel suo genere: la ricostruzione di strumenti musicali dell’era Nuragica utilizzando la stampa 3D e avanzate tecnologie di simulazione acustica. Archeologi, ingegneri del suono e musicologi hanno collaborato per ricreare fedelmente trombe, corni, flauti e strumenti a percussione i cui resti, spesso frammentari, erano stati rinvenuti in numerosi insediamenti sardi dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.). L’obiettivo non è solo scientifico, ma mira a dare voce a una civiltà che ha lasciato un’eredità monumentale (i Nuraghi) ma ancora parzialmente muta .
Gli strumenti ricostruiti, realizzati con materiali moderni ma seguendo scrupolosamente le geometrie e i dati acustici originali, hanno debuttato ufficialmente sul palco del Festival della Musica Arcaica 2025. Musicisti e compositori hanno utilizzato queste repliche per eseguire composizioni ispirate ai rituali e alle danze dell’antica Sardegna, creando un ponte sonoro di oltre 3.000 anni. Questo approccio innovativo trasforma la ricerca archeologica in un’esperienza culturale viva e partecipativa.Il progetto ha una forte valenza strategica per la regione. L’iniziativa non solo rafforza l’identità culturale sarda e la consapevolezza del suo profondo passato, ma è anche volta a promuovere un modello di turismo del patrimonio specializzato e di alta qualità. Offrire eventi unici come l’ascolto della musica nuragica contribuisce significativamente a destagionalizzare i flussi turistici, attirando visitatori interessati alla storia e all’archeologia anche nei mesi meno convenzionali.




