Giorgia Meloni, nata a Roma il 15 gennaio 1977, è una politica italiana, attualmente Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, carica che ricopre dal 22 ottobre 2022. È la prima donna nella storia del Paese a guidare il governo italiano. Leader carismatica e determinata, è anche presidente del partito Fratelli d’Italia, da lei cofondato nel 2012, e ha svolto un ruolo centrale nel rinnovamento della destra politica in Italia. La sua ascesa rappresenta una delle parabole più significative della recente storia politica italiana, passando da militante giovanile a figura chiave dello scenario politico nazionale e internazionale.
Infanzia, famiglia e formazione
Giorgia cresce nel popolare quartiere romano della Garbatella, un’area simbolica della capitale, ricca di tradizione e identità popolare. Il padre, commercialista, abbandona la famiglia quando Giorgia ha appena due anni, trasferendosi alle Canarie. Questo episodio segnerà profondamente la sua infanzia. La madre, per mantenere le figlie, lavora anche come scrittrice di romanzi rosa con gli pseudonimi “Josie Bell” e “Amanda King”. Giorgia cresce quindi in un contesto femminile e resiliente, caratterizzato da sacrifici e determinazione.
I suoi nonni paterni appartengono al mondo dello spettacolo: la nonna è l’attrice e doppiatrice Zoe Incrocci, il nonno il regista Nino Meloni. Da bambina dimostra una forte personalità e un carattere combattivo. Frequenta l’Istituto professionale “Amerigo Vespucci” di Roma, dove consegue il diploma di maturità linguistica con il massimo dei voti, 60/60. Sin da giovanissima sviluppa una forte passione per la politica e l’impegno civico.
Gli inizi in politica: militanza giovanile
A 15 anni, nel 1992, aderisce al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), partito erede della destra post-fascista. In questi anni fonda il coordinamento studentesco “Gli Antenati”, con cui prende parte alle proteste contro la riforma della scuola promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino. Nel 1996 diventa responsabile nazionale di Azione Studentesca, rappresentando il movimento al Forum delle associazioni studentesche istituito presso il Ministero dell’Istruzione.
Nel 1998, vince le primarie interne di Alleanza Nazionale per il XI Municipio di Roma e viene eletta consigliera provinciale. L’anno successivo dà vita alla manifestazione annuale Atreju, che diventerà il principale evento culturale della destra giovanile italiana.
Dal 2000 inizia a ricoprire ruoli di vertice in Azione Giovani, l’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale. Nel 2004 ne diventa presidente, prima donna a ricoprire tale carica. Lavora anche per il quotidiano Il Secolo d’Italia, organo ufficiale della destra italiana, e nel 2006 diventa giornalista professionista.
L’ingresso in Parlamento e l’esperienza da ministro
Nel 2006 viene eletta alla Camera dei deputati, a 29 anni, nella lista di Alleanza Nazionale, risultando una delle più giovani parlamentari della legislatura. È subito nominata vicepresidente della Camera, un ruolo istituzionale di grande rilievo. Alle elezioni del 2008 è rieletta nelle file del Popolo della Libertà, il nuovo soggetto politico nato dalla fusione tra AN e Forza Italia. L’8 maggio 2008 viene nominata Ministro per la Gioventù nel quarto governo Berlusconi, diventando, a 31 anni, la più giovane ministra della storia repubblicana italiana.
Nel suo incarico ministeriale si distingue per una forte attenzione ai temi del lavoro giovanile, dell’imprenditoria e delle politiche familiari. Lancia il piano “Diritto al Futuro”, con uno stanziamento di 300 milioni di euro, volto a sostenere i giovani precari, le donne e gli studenti meritevoli. Sostiene politiche contro la dispersione scolastica e in favore della natalità.
Nel 2008 si rende protagonista di una posizione controversa, invitando gli atleti italiani a boicottare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, in segno di dissenso verso la repressione cinese in Tibet. Le sue parole sollevano reazioni contrastanti all’interno del governo, ma mostrano già una chiara indipendenza di pensiero.
La rottura con il PDL e la fondazione di Fratelli d’Italia
Nel novembre 2012, in dissenso con la decisione di Silvio Berlusconi di non celebrare le primarie per la leadership del Popolo della Libertà, Giorgia Meloni lascia il partito. Il 20 dicembre dello stesso anno fonda, insieme a Ignazio La Russa, Guido Crosetto e altri ex membri di AN e del MSI, il nuovo movimento Fratelli d’Italia.
Il nuovo partito nasce in condizioni di forte minoranza, ottenendo alle elezioni del 2013 il 2% dei consensi. Meloni è eletta nella circoscrizione Lombardia 3 e diventa capogruppo del partito alla Camera dei deputati. Nel marzo 2014 viene eletta presidente di Fratelli d’Italia e guida il partito alle elezioni europee, dove però non supera la soglia di sbarramento del 4%.
Nonostante il momento difficile, Meloni riesce a consolidare la base del partito e a differenziarsi rispetto agli altri attori della destra. Collabora strategicamente con la Lega Nord di Matteo Salvini, posizionando FdI su posizioni conservatrici, sovraniste ed euroscettiche.
Il consolidamento politico
Nel 2016 si candida a sindaco di Roma, ottenendo il 20% dei voti e arrivando terza. Entra comunque in Consiglio comunale e guida l’opposizione a Virginia Raggi. Nello stesso anno fonda il movimento “Terra Nostra” e partecipa al Family Day, esprimendo le sue posizioni contrarie al riconoscimento giuridico delle unioni civili.
Nel 2018 è rieletta alla Camera nel collegio di Latina con oltre il 40% dei voti. Il suo partito raddoppia i consensi rispetto al 2013, sfiorando il 4,5%. In Parlamento è promotrice della legge sui dispositivi antiabbandono per bambini nei seggiolini auto, approvata nel 2019.
Alle elezioni europee del 2019 Fratelli d’Italia raggiunge il 6,5%. Meloni, capolista in tutte le circoscrizioni, viene eletta in tutte ma rinuncia al seggio. Inizia così un processo di crescita costante del partito, che in pochi anni passa dal 4% a diventare la prima forza politica del Paese.
“Io sono Giorgia”: il fenomeno pop
Nel 2019, durante una manifestazione a Roma, Meloni pronuncia una frase che diventa virale: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”. Remixata da due DJ milanesi, diventa un tormentone su Internet e trasforma la sua immagine pubblica, rendendola un fenomeno anche pop-mediatico. Nel 2021 pubblica la sua autobiografia, proprio con quel titolo, rivelando un lato più personale e introspettivo della sua vita.
La vittoria del 2022 e l’ingresso a Palazzo Chigi
Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, Fratelli d’Italia ottiene il 26% dei consensi, diventando il primo partito sia alla Camera che al Senato. La coalizione di centro-destra ottiene la maggioranza assoluta e, il 21 ottobre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferisce a Giorgia Meloni l’incarico di formare il nuovo governo. Il giorno successivo, Meloni presta giuramento e diventa ufficialmente la prima donna Presidente del Consiglio nella storia italiana.
Il suo governo si insedia in un contesto internazionale complesso, tra crisi energetica, guerra in Ucraina e tensioni economiche. Meloni adotta uno stile pragmatico, cercando di rassicurare i mercati e le istituzioni europee, pur mantenendo una chiara identità politica conservatrice. Sul fronte interno si concentra su temi come sicurezza, natalità, riforme istituzionali e crescita economica.
Riconoscimenti internazionali e relazioni estere
Dal 2020 al 2025 è stata presidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei, rafforzando i legami con i principali movimenti conservatori del continente e con il Partito Repubblicano statunitense. Nel 2024 è inserita da Forbes tra le prime tre donne più potenti al mondo. Politico la nomina “persona più influente d’Europa”, mentre Time la include tra le 100 personalità più influenti a livello globale.
Nel gennaio 2025 si reca a Mar-a-Lago, in Florida, per incontrare Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, con cui discute di crisi internazionali, commercio e sicurezza. Il successivo 20 gennaio è l’unica leader europea a partecipare alla cerimonia di insediamento del presidente USA, confermando la sua centralità nelle relazioni transatlantiche.
Oggi
Giorgia Meloni continua a guidare il governo italiano con fermezza, cercando un difficile equilibrio tra le esigenze della politica interna e le pressioni geopolitiche globali. Resta una figura polarizzante ma profondamente influente, capace di catalizzare consensi attorno a una visione identitaria, nazionale e pragmatica del futuro dell’Italia.
Determinata, diretta, a volte controversa, Giorgia Meloni incarna una nuova fase della politica italiana, dove la leadership femminile si afferma anche nei contesti più tradizionalmente maschili, e dove la coerenza ideologica si combina con una notevole capacità strategica.




