Genova riafferma nel 2025 il proprio ruolo di laboratorio finanziario del Medioevo grazie allo studio approfondito di nuovi documenti contabili risalenti tra il XIII e il XIV secolo. I registri, rinvenuti e analizzati recentemente, mostrano l’esistenza di strutture proto-bancarie legate alla gestione del debito pubblico, alla riscossione fiscale e al finanziamento delle grandi imprese marittime.
Le fonti rivelano una sorprendente complessità amministrativa, con sistemi di credito organizzati, anticipazioni finanziarie allo Stato e strumenti contabili che anticipano modelli tipici della finanza moderna. Il credito non veniva utilizzato solo per scambi commerciali privati, ma diventava uno strumento politico ed economico centrale nella gestione della città.
Questo sistema permetteva a Genova di sostenere spedizioni militari, infrastrutture portuali e traffici internazionali, consolidando la sua posizione nel Mediterraneo. L’interazione tra potere pubblico e operatori finanziari privati emerge come uno degli elementi chiave del successo genovese.
La scoperta rafforza l’idea di Genova come potenza economica e innovatrice istituzionale, capace di elaborare soluzioni finanziarie avanzate in un’epoca di forte instabilità politica. L’analisi di questi documenti contribuisce a una rilettura della storia economica europea, mostrando come molte pratiche considerate moderne affondino le loro radici nelle città mercantili medievali italiane.





