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Tuesday, February 24, 2026

Fotogrammi di moda italiana anni ’50 in mostra a Copenaghen: il binomio cinema e couture che ha conquistato il mondo

ModaFotogrammi di moda italiana anni ’50 in mostra a Copenaghen: il binomio cinema e couture che ha conquistato il mondo

La moda italiana continua a raccontarsi al mondo attraverso le sue storie più iconiche, e questa volta lo fa a Copenaghen, nella sede dell’Ambasciata italiana, con una mostra che unisce cinema e couture in un racconto capace di evocare eleganza, stile e tradizione. “Fotogrammi di moda italiana: dagli anni ’50, l’Italia che veste il cinema internazionale” è il titolo dell’esposizione curata da Stefano Dominella, presidente onorario della maison Gattinoni, che ha portato con sé 25 abiti d’archivio capaci di narrare un’epoca d’oro e di promuovere, ancora oggi, il Made in Italy come strumento di identità culturale e potenza economica.

L’Italia che si veste di cinema

Negli anni Cinquanta, il cinema fu il mezzo privilegiato che permise alla nascente couture italiana di mostrarsi al mondo. Roma divenne la celebre “Hollywood sul Tevere”, luogo in cui divi e dive americani e internazionali incontravano le maison italiane che, ancora giovani, si stavano affacciando alla ribalta mondiale.

Il cinema fece da passerella naturale: i set cinematografici, i film indimenticabili, le première e i grandi festival furono lo scenario perfetto in cui gli abiti italiani iniziarono a risplendere. Attrici e star di fama mondiale cominciarono ad affidarsi alle creazioni di couturier come Fernanda Gattinoni, Emilio Schuberth, le sorelle Annamode, la Sartoria Peruzzi, e stilisti che sarebbero diventati leggende come Valentino, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, fino alle interpretazioni più moderne di Guillermo Mariotto.

Gli abiti che hanno fatto la storia

La mostra di Copenaghen raccoglie 25 abiti provenienti da archivi storici privati e dall’archivio personale del curatore, ognuno dei quali ha segnato un momento preciso nella storia della moda e del cinema.

Tra i capolavori esposti:

il drappeggio che avvolgeva Lana Turner, espressione di un sex appeal sofisticato e romantico, anticipatore di nuove forme di sensualità;

lo stile impero di Audrey Hepburn in “Guerra e pace”, che inaugurò una moda capace di unire grazia e modernità, destinata a influenzare i guardaroba di milioni di donne;

l’iconico abito a sirena indossato da Anita Ekberg nella celebre scena della Fontana di Trevi in “La dolce vita” di Fellini, simbolo di un’epoca e di un nuovo modo di intendere la femminilità;

le petites robes noires predilette da Anna Magnani, che divennero simbolo di eleganza senza tempo e conquistarono le donne di tutto il mondo.

Accanto a loro, i ricordi di dive come Gina Lollobrigida, Maria Callas e Sofia Loren, la quale con il suo indimenticabile abito rosso nell’esuberante scena del mambo italiano in “Pane, amore e…” di Dino Risi, divenne un’icona della cultura popolare e del glamour italiano.

Moda come linguaggio universale

La mostra non si limita a esporre abiti, ma restituisce un vero e proprio linguaggio culturale. La moda, come il cinema, è uno specchio della società, capace di raccontare sogni, valori, mutamenti e desideri di intere generazioni.

Come ha sottolineato l’ambasciatore Stefania Rosini, “Moda, design e cinema sono tre aspetti della stessa espressione di chi vive intensamente nel proprio tempo, guarda al passato con rispetto e al futuro con curiosità. Con Fotogrammi di Moda italiana ci viene offerta un’esperienza interattiva, un viaggio in un mondo che è insieme identità e proiezione verso il domani”.

Un ponte culturale tra Italia e Danimarca

Portare questa mostra a Copenaghen non è solo un atto celebrativo, ma anche un gesto di diplomazia culturale. Significa rafforzare il dialogo tra due Paesi attraverso l’arte e il design, mostrando come il Made in Italy non sia solo un marchio commerciale, ma una forma di narrazione capace di emozionare, ispirare e creare connessioni.

Per i visitatori danesi e internazionali, i “fotogrammi” offerti dagli abiti diventano finestre su un’Italia che negli anni ’50 ha saputo reinventarsi, uscendo dalla difficoltà del dopoguerra per affermarsi come capitale della creatività. Una storia che ancora oggi resta attuale, perché continua a trasmettere i valori di qualità, bellezza e artigianato che rendono unica la moda italiana.

Cinema e moda: un legame indissolubile

Se il cinema è l’arte del movimento e del racconto, la moda è l’arte della forma e dell’immagine. Insieme, hanno saputo costruire un immaginario collettivo che ha reso l’Italia un punto di riferimento mondiale. Non si tratta solo di abiti o film: è un universo di emozioni che continua a influenzare le generazioni contemporanee e che trova in eventi come questa mostra un’occasione per rinnovare la sua forza simbolica.

Codice Italia” è Cultura, Tradizioni, Territorio, e Made in Italy.