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Tuesday, February 24, 2026

Cardiologia riabilitativa a Campobasso: il Cardarelli resta punto di riferimento, ma servono più spazi e risorse

RegioniMoliseCardiologia riabilitativa a Campobasso: il Cardarelli resta punto di riferimento, ma servono più spazi e risorse

CAMPOBASSO – In un contesto sanitario in continua evoluzione e con una crescente attenzione alla prevenzione, la cardiologia riabilitativa rappresenta oggi una delle armi più efficaci contro le malattie cardiovascolari, tra le prime cause di mortalità in Italia e nel mondo. A Campobasso, presso l’ospedale Cardarelli, si trova l’unico reparto di cardiologia riabilitativa e preventiva di tutto il Molise, una struttura che nonostante le difficoltà logistiche e di personale riesce a garantire un servizio fondamentale alla popolazione.

In soli nove mesi di attività, il reparto – diretto dal dottor Antonio Musto – ha effettuato 1.379 prestazioni ambulatoriali per pazienti esterni con impegnativa, con costi quasi azzerati per il Servizio Sanitario Regionale. Numeri importanti che dimostrano quanto sia preziosa l’attività svolta, non solo per l’aspetto economico, ma soprattutto per la capacità di prevenire recidive in pazienti che hanno già avuto episodi cardiaci gravi, come infarti o scompensi, e che quindi si trovano in una condizione di maggiore fragilità.

Un servizio unico ma con risorse limitate

Il reparto del Cardarelli è una vera e propria eccellenza regionale, ma deve fare i conti con spazi ridotti e personale insufficiente. Questa condizione limita il numero di pazienti che possono accedere ai programmi di riabilitazione, creando liste d’attesa e rendendo difficile rispondere in modo tempestivo alle esigenze di chi ha maggiore bisogno di assistenza continua.

La riabilitazione cardiologica è un percorso terapeutico multidisciplinare che non si limita al recupero fisico del paziente dopo un evento acuto, ma comprende attività di educazione sanitaria, supporto psicologico, prescrizione di attività fisica controllata e monitoraggio costante di parametri clinici. In Molise, l’assenza di altri centri analoghi rende quello di Campobasso un presidio indispensabile per l’intera comunità regionale.

La prevenzione come investimento sul futuro

Le malattie cardiovascolari sono oggi tra le principali cause di mortalità e disabilità in Italia. Ridurre le recidive significa non solo salvare vite umane, ma anche abbattere i costi a lungo termine per il sistema sanitario, evitando ricoveri ripetuti, terapie d’urgenza e interventi invasivi.

Secondo i dati forniti dalla Uos del Cardarelli, il lavoro del reparto ha già dimostrato risultati concreti: pazienti che hanno seguito i percorsi riabilitativi presentano minore incidenza di nuove complicanze e un miglioramento significativo nella qualità della vita quotidiana. La riabilitazione cardiologica, infatti, non è un lusso, ma un tassello fondamentale nella gestione clinica del paziente cronico.

Le difficoltà organizzative

Nonostante i risultati incoraggianti, i limiti strutturali restano evidenti. Il reparto dispone di spazi ristretti che non consentono di gestire contemporaneamente un alto numero di pazienti. Inoltre, il personale sanitario specializzato è numericamente inferiore rispetto al fabbisogno, costringendo la direzione a pianificare le prestazioni con grande attenzione e spesso sacrificando la tempestività degli interventi.

Il dottor Musto, che guida l’unità operativa, ha più volte sottolineato la necessità di maggiori investimenti regionali, non solo per ampliare gli spazi ma anche per implementare il numero di medici, infermieri e fisioterapisti dedicati. L’obiettivo è garantire un percorso completo, capace di seguire il paziente non solo nella fase immediata dopo l’evento cardiaco, ma anche in quella successiva, quando il rischio di ricadute resta alto.

Un modello da potenziare

L’esperienza del Cardarelli di Campobasso rappresenta un modello positivo di sanità pubblica, ma allo stesso tempo mette in luce la fragilità del sistema sanitario regionale, spesso costretto a fare i conti con risorse economiche e logistiche limitate.

Potenziare la cardiologia riabilitativa significherebbe offrire una risposta concreta a centinaia di pazienti molisani che oggi rischiano di dover cercare assistenza fuori regione, con costi aggiuntivi e disagi per le famiglie.

Un reparto unico, numeri già significativi e benefici clinici tangibili dimostrano che l’investimento in prevenzione cardiovascolare non è solo una scelta etica, ma anche una strategia vincente per la salute pubblica.

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