Bologna è capofila di un nuovo programma culturale nazionale dedicato alla salvaguardia della tradizione orale e dei dialetti italiani, riconosciuti sempre più come patrimonio culturale immateriale a rischio. Il progetto nasce dalla collaborazione tra università, archivi sonori, centri linguistici e comunità locali, con l’obiettivo di documentare e preservare forme espressive che stanno rapidamente scomparendo.
Attraverso registrazioni audio e video, il programma raccoglie racconti popolari, testimonianze di vita quotidiana, canti, filastrocche, proverbi e narrazioni legate al lavoro e alla memoria familiare. Il materiale confluisce in un grande archivio digitale accessibile, pensato non solo per studiosi ma anche per scuole, educatori e cittadini.
Un aspetto centrale del progetto è il valore educativo dei dialetti, presentati non come linguaggi marginali, ma come chiavi di lettura della storia sociale italiana. I dialetti raccontano migrazioni interne, trasformazioni economiche e identità territoriali spesso assenti nei manuali ufficiali.
Laboratori scolastici e percorsi interculturali mettono in dialogo dialetti storici e nuove forme di plurilinguismo urbano, favorendo una visione inclusiva della lingua. Bologna propone così un modello culturale in cui la tradizione orale diventa strumento di cittadinanza, memoria e coesione sociale, trasformando il passato in risorsa per il presente.




